Aumenta il numero di domande di nullità del matrimonio religioso.  I dati indicano un + 28% tra il 2015 e il 2016 (da 76 a 105). Un trend che continua in questi primi mesi del 2017. Ad oggi sono già 26. Se la tendenza prosegue con questo ritmo alla fine dell’anno si  potrebbe  arrivare ai numeri di dieci anni fa. Anche se da allora i matrimoni in Piemonte si sono quasi dimezzati. Sono questi alcuni dei numeri presentati sabato mattina a Villa Lascaris di Pianezza da don Ettore Signorile, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico regionale in occasione dell’inaugurazione del 78° anno giudiziario.  Non tanto un evento celebrativo, ma piuttosto l’occasione per un primo bilancio dopo l’entrata in vigore del Midi (Mitis Judes Dominus Jesus) che ha cambiato il processo di nullità del matrimonio. Una trasformazione spiegata attraverso la relazione del prof. Manuel Jesus Arroba Conde, ordinario di diritto processuale canonico.

Ma tornando ai numeri delle diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta emerge che  delle 105 domande presentato lo scorso anno 59  provengono da Torino,  3 da Vercelli, 2 da Acqui, 2 da Alba, 3 da Alessandria, 2 da Aosta, 7 da Asti, 1 da Biella, 3 da Casale, 3 da Cuneo 1 da Fossano, 2 da Ivrea, 5 da Mondovì, 9 da Novara, 2 da Saluzzo, una da Susa, nessuna da Pinerolo. Sono invece  129 le cause di primo grado pendenti presso il Terp, (4 introdotte del 2014, 26 nel 2015 e 99 nel 2016), a fronte delle 105 cause introdotte nell’anno, le cause che hanno più di un anno e che sono fisiologicamente più lunghe, in quanto complesse o in attesa di perizie, sono quindi trenta.

Nel 2016 il Tribunale regionale ha deciso 156 cause: 111 di primo grado, e 45 di secondo provenienti dalla Liguria (40 ancora con il vecchio rito e 5 appelli Midi).   Per quanto concerne le cause di secondo grado, delle 41 pendenti e tra queste le 20 a sue tempo rinviate ad ordinario esame, sono tutte  concluse. Le motivazioni di nullità sono per oltre la metà legate a incapacità consensuale per grave difetto di discrezione di giudizio circa i diritti e i doveri matrimoniali essenziali.

Negli ultimi 5 anni il numero dei colloqui effettuati con il fedele che intende iniziare la cause si è impennato passando da 371 a 475.

“Laddove – ha riferito don Signorile – è iniziato un accompagnamento pastorale nel discernimento delle parti, già attuato in alcune diocesi e portato avanti per il momenti dai patroni stabili e dai patroni di fiducia, il numero delle cause per diocesi è sensibilmente maggiore rispetto ad altre situazioni diocesane”.

Al termine del suo intervento ha rimarcato che un tribunale ecclesiale deve “essere uno strumento pastorale matrimoniale che si caratterizza per l’accertamento della verità sullo stato delle persone che lo richiedono. Tutto ciò – ha concluso – perché sia davvero giustizia, una giustizia temperata dalla dolcezza della misericordia”.

Una giustizia che prende in carico le persone  e le accompagna ancora prima del matrimonio. Come ha ricordato mons. Franco Giulio Brambilla oggi cresce il numero di coppie che arriva al matrimonio cristiano dopo un periodo di convivenza, e prima ancora del Midi papa Francesco avevo rivolto uno sguardo particolare sulla famiglia con il Sinodo (a cui mons. Brambilla ha partecipato). In particolare Brambilla ha affrontato nel suo intervento sull’Amoris Laetitia  i tre verbi: accompagnare, discernere e integrare.

 

 

AGD – Chiara Genisio – © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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