Commento alle letture della solennità del Corpo e Sangue del Signore (Anno B) a cura di Luca Rubin. Domenica 7 giugno 2015.

Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue. (Mc 14,12-16.22-26)

Untitled 1Oggi la Chiesa e ogni cristiano celebra la solennità del Corpo e Sangue del Signore. Quando pensiamo all’Eucaristia, ci vengono in mente subito l’ostia, il sacerdote, la messa, estraniandoci da tutto il contesto. Il brano del vangelo di oggi invece, ci aiuta ad allargare il nostro campo visivo e mentale.

“Quando si immolava la Pasqua”: l’Eucaristia è parte insostituibile del mistero pasquale. Gesù che soffre, muore e risorge, come il grano e gli acini d’uva, che triturati e spremuti danno il meglio di sé per nutrire e rallegrare i commensali. Non c’è Pasqua senza Eucaristia e viceversa, anche perché possono essere considerati sinonimi.

Proviamo ora a cogliere quanto lavoro c’è prima: invio dei discepoli, incontro con il padrone di casa, preparazione del luogo, preparazione del cibo… L’eucaristia non s’inventa, non è una magia, non è “lavoro del prete” ma chiede, anzi necessita della tua partecipazione. Perché la comunione la si fa dopo un’ora (se ti va bene!) dall’inizio della Messa? Perché la Parola di Dio viene portata nel tuo cuore, nell’offertorio puoi offrire tutto te stesso: gioie, dolori, preoccupazioni, croci, ansie, famiglia… per diventare eucaristia con Gesù, non come spettatore di un mistero che non ti riguarda, ma come protagonista principale insieme a Gesù, che si è fatto uomo come te, in tutto!

Siamo giunti al cuore dell’Eucaristia: mangiare e bere. E’ la parte conviviale, di festa, dove mangiamo la nostra salvezza, dove beviamo il vino della vita. Gesù ci vuole essere così intimo da farsi nostro cibo, vuole essere non il pasticcino della domenica o lo spumantino delle ricorrenze, ma il pane e il vino di ogni giorno.

Gesù recita la benedizione, spezzando il pane: benedire è il verbo ebraico per dire ringraziare. Qualche volta si sente ancora dire “Dio ti benedica” rivolto a chi ha reso un favore: ecco, proprio così! Dire bene di Dio per quel pane e quel vino, ringraziarlo per la sua presenza misteriosa ma concretissima e reale. La stessa parola “eucaristia” significa proprio ringraziamento. Se non benediciamo, se non ringraziamo, non facciamo Eucaristia.

“Uscirono verso il monte degli Ulivi” dopo aver celebrato e mangiato l’Eucaristia, dopo aver fatto comunione con Dio e tra di noi, torniamo ai nostri Getsemani, al nostro ordinario. Tutto è stato vissuto dentro a quel pane spezzato e a quel vino versato, niente andrà perduto, e ogni lacrima diventa presenza di Cristo nel mondo. Un SMS di Gesù per questa domenica e per ogni giorno potrebbe essere: “Non sei solo, tvb. Gesù.”

Buona domenica a tutti!