18 settembre 2015

Il “regalo” donato a papa Francesco dalla diocesi torinese, convertito in azioni concrete e stabili per i poveri, le famiglie e i giovani in difficoltà. Lo aveva annunciato subito, monsignore Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, che il dono consegnato al papa in occasione della sua visita in giugno (le offerte raccolte durante l’ostensione della Sindone, oltre 1,2 milioni di euro) − e lasciato dallo stesso Francesco per i poveri di Torino − sarebbe stato convertito in azioni durature.

Così è stato. «Fra le tante “povertà” di cui si soffre oggi, − ha riferito l’arcivescovo nel corso di una conferenza stampa − si è scelto di mirare agli interventi volti a risolvere i problemi strutturali di famiglie e persone; problemi sempre presenti, ma che la crisi economica ha reso più gravi e diffusi. Proporremo servizi per un’attenzione “non passeggera”, ma continuativa nel tempo: per le famiglie che debbono sottostare allo sfratto incolpevole o bisognose di aiuto per situazioni particolari di disagio, per la casa, il lavoro e il sostegno per i minori, per le cure sanitarie a propri congiunti e per i giovani senza lavoro. Saranno le “case dell’Amore più grande”, che ci ricorderanno sempre il dono di Francesco e l’ostensione del 2015». Dunque al centro famiglie, casa, lavoro, salute con azioni e programmi seguiti dalla Caritas, dalla Migrantes, dalla Fondazione Operti e dalle pastorali del lavoro e della salute. Si parte subito, anche perché come ha sottolineato monsignor Nosiglia, «la mancanza di case disponibili è un problema ricorrente, una piaga sempre presente e di cui si parla troppo poco perché ormai gli sfratti non fanno notizia. Inoltre, i disagi sul tema casa sono spesso collegati alla mancanza di lavoro: per questo si promuoverà un accompagnamento per gli inoccupati in modo da trovare sbocchi concreti. Infine, ci sono anche famiglie in difficoltà per situazioni di malattia o disabilità di propri congiunti che necessitano di un sostegno particolare anche se temporaneo». Le risorse saranno interamente destinate a offrire un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Il servizio delle “case dell’Amore più grande” proseguirà anche dopo l’esaurimento delle risorse legate al regalo del Papa. Criteri analoghi sono stati individuati per l’altra branca del progetto, rivolta a fornire ai giovani – e in particolare ai cosiddetti “neet” – accompagnamento e inserimento effettivo nel mondo del lavoro, in stretta intesa e collaborazione con le aziende interessate e responsabilizzate a questo scopo. Anche qui, si lavora su un terreno già consolidato potendo contare sulla qualificata esperienza dei soggetti del pool coinvolti.

AGD

 

Papa Francesco a Torino - La messa in piazza Vittorio