Liliana Rasetti racconta le gioie e le difficoltà dell’Unitrè di Pinerolo

Chi per passare il tempo, chi per esercitare la memoria, chi per imparare e chi per… trovare una nuova amicizia! Sono oltre 720 gli iscritti all’UNItre di Pinerolo. «Alcuni sono studenti esemplari – spiega l’infaticabile direttrice, Liliana Rasetti – altri un po’ meno e spesso li sollecitiamo al rispetto degli orari di lezione anche per non disturbare chi sta seguendo».
L’UNItre di Pinerolo nasce con i suoi primi dieci corsi nel 1981 da un’idea di Mimma Quattrini e grazie al Comune, alla Proloco e ai Lions Host. Nell’83 riceve il riconoscimento giuridico aderendo allo Statuto Nazionale di quella di Torino, prima Unitre. La sede pinerolese è stata la seconda in Italia!
La quota di iscrizione è 40 euro all’anno e con questa cifra si posso seguire quanti corsi si desidera, compatibilmente con gli orari. L’INItre dispone però solo di due aule didattiche in Seminario e quindi le lezioni sono spesso quindicinali e si sovrappongono.
Quest’anno sono stati attivati 61 corsi, di ogni genere. I più gettonati risultano erboristeria, psicologia della memoria, medicina alternativa. Molto seguiti sono anche i corsi di lingue straniere (inglese, francese e spagnolo) con diversi livelli. Sono attivati anche corsi di folklore e cultura popolare, informatica (a numero chiuso, per motivi logistici) e laboratori tra i quali quello di pittura, ginnastica e ballo occitano.
La maggior parte degli studenti ha un diploma di scuola media superiore, ma non mancano quelli che hanno la licenza media o sono laureati. La maggior parte sono donne.
La scelta dei corsi è affidata alla direttrice, adesso affiancata da un vicedirettore, che li propone al direttivo al quale spetta l’ultima parola. «Spesso sono gli stessi studenti che propongono l’argomento o segnalano un eventuale docente o, anche, si propongono loro stessi». I docenti sono 61 e tutti volontari; è previsto solo un piccolo rimborso spese per chi arriva da fuori.
Come in tutte, o quasi, le scuole sono organizzate anche le gite. «Qualcuno si iscrive da noi anche solo per le gite e va bene: vuol dire che piacciono e sono organizzate bene- prosegue Liliana-. Gli scorsi anni ne organizzavamo una al mese; adesso un po’ meno». Spesso le uscite sono collegate con i corsi, per esempio a Vinadio con l’insegnante di erboristeria che ha tenuto una lezione sulle terme. Quindi in Francia, sia perché è una meta vicina, sia per esercitare la lingua appresa durante l’anno. Nel 2012, per la chiusura dei corsi, è stata organizzato un viaggio a Praga; per il 2013 si sta progettando un’uscita di alcuni giorni in Puglia. Per tanti versi è un’università ideale quella di Pinerolo: tanti iscritti, tanti corsi da scegliere senza il piano carriera da rispettare e nessun esame da sostenere! «Ma un problema c’è – ammette Liliana- perché non abbiamo una sede! Ci sono due aule accessibili e al centro di Pinerolo, ma non bastano. Non abbiamo nemmeno una stanzetta per la segreteria. Per le iscrizioni andiamo nei locali della Proloco, ma lì intasiamo gli spazi e non sempre c’è qualcuno di noi che può dare le informazioni necessarie. Anche il direttivo non ha un posto fisso dove incontrarsi. Il Comune ci ha proposto la scuola di Abbadia, ma non è raggiungibile da tutti; l’auditorium di via Piave non è a norma e non è sufficiente per le nostre esigenze. Tempo fa ho scritto al Comune per poter utilizzare, pagando quello che paghiamo adesso, i locali del Sumi, in via Cesare Battisti. Ma ad ora nessuno mi ha risposto».

Cristina Menghini

 

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