30 dicembre 2015

Siamo abituati a farci gli auguri, prima; e ci scusiamo se arriviamo in ritardo.

Ma è altrettanto importante, anche dopo, ritornarci su; per vivere con saggezza quel che il Natale ci ha offerto e che continua.

Natale è una festa bella, che sa di famiglia e trasmette calore genuino; molti sanno ancora viverla con semplicità.   Però  anche vero che tutte quelle luci e musiche, la gioia di fare un regalo ed anche riceverlo, quel clima di attesa che Leopardi descrive bene nel Sabato del villaggio creano un’ euforia che in fondo è anche piacevole; non è tutto da buttare.

Ed ora ?  La quiete dopo la tempesta.

…ogni cor si rallegra, torna il lavoro usato, e chiaro nella valle il fiume appare !

Sì dolce, sì gradita,   quand’è, com’or, la vita ?

Mi viene in mente quel che diceva Claudio Canal nel ’68; lui era presidente di Azione Cattolica e collaborava coi comunisti, e qualcuno non capiva come un cristiano possa stare con un non-credente, Claudio diceva « se spunterà, e quando spunterà, il sol dell’avvenire e ci siederemo tutti insieme a tavola per festeggiare…, a metà banchetto io cristiano mi alzerò e me ne andrò, dicendo: io non sono ancora arrivato, è adesso che comincio a vivere !

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Quel Natale a Betlemme fu un momento cruciale, un punto di partenza.

Uno spartiacque : il di qua ed il di là, il prima e il dopo.

Per tantissimi secoli il Dio della Bibbia rifiutò di essere rappresentato da immagini manufatte, in legno, in pietra, in oro… ; ed aveva le sue ragioni per farlo.

Rappresentare Dio in oro ! addirittura una croce in oro !

Il massimo che può uscire da un pugno d’oro è …un vitello !

Un vitello in mezzo al deserto senza vita, dove un popolo sbandato non ha più i riferimenti imposti dai ricchi padroni egiziani e fa fatica a ricuperare le proprie basi .

I nostri fratelli mussulmani, sulla linea di quel Dio, continuano a rifiutare le immagini.

Ma proprio quel Dio, oggi a me fa un’altra proposta.

Oggi Dio la pensa in modo diverso, si adatta ai tempi.

Non è il Dio di Gesù che può esser accusato di non adattarsi ai tempi, che non sa stare dietro agli uomini, anche quando sbandano nei prati.

Cambia, come cambia una mamma che ha un bimbo da allattare, e poi un adolescente da consigliare, e poi un uomo … da illuminare.

Cambia perché è vivo, e accompagna gente viva.

Oggi io mi trovo di fronte ad un Dio che vuole essere visto e toccato.

Addirittura è Lui stesso che sceglie l’immagine e me la propone :

– un bambino avvolto in panni poveri;

– una mamma che accetta di partorire un figlio;

– un pover’uomo;

– due giovani sposi che scappano da un re che ha la spada in mano, e cercano un paese più tranquillo, per proteggere la vita del proprio bimbo.

Il Dio della Bibbia, il mio Dio, oggi si mostra ai miei occhi e vuole che lo tocchi con le mie mani di carne.

O lo tocco così oppure rischio di trovarmi tra le mani solo …un vitellino d’oro, o un cornetto portafortuna !

Non perché è scritto su un libro ben rilegato, ma perché il mio Dio parla!  Parla e mi dice :

«Andate a Betlemme troverete un bambino avvolto in fasce… »

«Quel che avete fatto ad uno di questi… l’avete fatto a me. »

 

Non è vero che le apparizioni sono false !

Io Gesù L’ho visto, Lo vedo, ed anche voi, in carne ed ossa.

E non è un sogno. E non è un sole che gira su se stesso, e sparge profumo di rose.

Lo vedo non per privilegio mio, il veggente di turno, ma per scelta Sua che ci vuole tutti veggenti .

 

Questo è il mio Dio, e Gli credo!

A volte faccio fatica ma ne son sempre più convinto! Proprio per questa scelta e proposta che Lui mi fa.

Per me, e per molti di voi, Natale è questo, il Natale non è finito.

Le feste natalizie son finite; ma è adesso che comincia il bello, il Natale che non finisce mai.

Sì dolce, sì gradita, quand’é, com’or, la vita ?

 

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Dall’Africa vi mando una foto del nostro presepio, erbe di foresta e statuette comprate a Sezze.  Lo trovo bello perché mi dice qualcosa di positivo, molto di più che non una barba bianca incollata sul mento o un freddo abete.  L’abbiam fatto qua a Muhanga, dove  son circondato da fratelli e sorelle i cui padri vengono da una religione animista, tutt’altro che morta (infinite sono le vie del Signore): bambini e adulti si soffermano con piacere a guardare il presepio.

L’abbiam fatto, non per adorare Dio o per vederLo meglio, ma solo per immaginare la scena di Betlemme; una scena bella che trasmette pace e serenità.  E ne abbiam bisogno.

Quando sento che, in Italia, queste statuette di gesso possono disturbare le piccole coscienze di fragili bambini, imbottiti di spot pubblicitari … mi vien proprio da sorridere.

E mi dico: all’homo sapiens,  nato in Africa e poi arrivato fino in Europa, farebbe bene ritornare indietro per riprendersi un po’ di saggezza.

Ancora buon Natale !  Sorridendo.

padiri G.