10 marzo 2014

Che Papa Francesco fosse un personaggio spendibile a livello mediatico è stato chiaro fin dalle sue prime battute. Lo hanno capito tutti e tutti si sono buttati nella mischia. In un anno le pubblicazioni – di editori cattolici e non – si sono moltiplicate.

A pochi giorni dall’elezione del cardinal Jorge Bergoglio, tra i primissimi “instant book”, è uscito anche “Dalla fine del mondo. Il sentiero di Papa Francesco” edito da Vita e Marcovalerio.  A distanza di un anno  quel libro, redatto a tempo di record, conferma di essere stato e di essere ancora una pubblicazione perlomeno seria.  Come tante altre del resto. L’informazione e l’approfondimento sono un arricchimento per tutti.

Mi lascia, invece, molto perplesso l’operazione di Mondadori che ha lanciato in edicola il settimanale “Il mio Papa”.  La nuova testata – il primo numero è in vendita a 50 centesimi, poi un euro – è stata affidata alla redazione di… Tv Sorrisi e Canzoni! Va bene che tutti possono dire la loro su tutto ma forse c’è un limite. Almeno di buon gusto. Immaginate l’Osservatore Romano uscire con uno speciale su Raffaella Fico o su San Remo? O con una monografia sugli Amici di Maria de Filippi?

Alla lunga sono convinto che queste operazioni corsare non solo non gioveranno alla fede, alla cultura e all’informazione ma nemmeno alle tasche di certi editori che talvolta – ma solo talvolta! – immaginano i lettori come  un gregge acefalo assetato comunque, sempre e soltanto di gossip.

P.R.

il mio papa

La copertina del libro "Dalla fine del mondo.  Il sentiero di Papa Francesco"

La copertina del libro “Dalla fine del mondo.
Il sentiero di Papa Francesco”