Silvano Fera, presidente dell’associazione Arcobaleno, è il primo al quale, via messenger e in un italiano non proprio perfetto, la mamma di Nikola comunica che, dopo una serie di peripezie burocratiche e problemi doganali, il computer è arrivato a Zagabria. Si tratta di un computer tutto speciale per cercare di far comunicare Nikola, un ragazzo serbo di 16 anni che dalla nascita ha seri problemi muscolari e neurologici: non cammina, non riesce comandare le proprie braccia, ha difficoltà a mangiare e non parla. «È un peccato – hanno detto gli psicologi che lo hanno visitato – non seguire un ragazzo così, perché è intelligente e a scuola va molto bene!»
L’associazione Arcobaleno aveva già provveduto ad acquistare una sedia per permettere a Nikola di avere una postura corretta. Adesso, dopo un piccolo addestramento, Nikola riuscirà a comunicare con il mondo muovendo gli occhi e “puntando” la tastiera ottica che gli permetterà di comporre le parole. Quante cose avrà da raccontare Nikola dopo tutti questi anni! Molto probabilmente darà voce anche alle sue amate macchinine che colleziona e ama fin da piccolo. Il Tobii, generalmente usato per le persone affette da SLA, costa 6mila euro. La maggior parte di questa somma è stata donata proprio dall’Arcobaleno, il resto racimolato tra diverse aziende locali.
Alcuni anni fa il sindaco della città Derventa ha fatto conoscere ai volontari di Arcobaleno, attivi in quel territorio, la realtà del SUNCE, un’associazione che lavora per i disabili. La presidente ha un figlio di 20 anni celebro leso e una figlia non vedente che sta terminando le scuole dell’obbligo e, date le sue doti musicali, proseguirà gli studi in questo settore. Nella Repubblica Serba di Bosnia la realtà dei disabili è paragonabile a quelli dell’Italia degli anni ’50. Ad una professoressa di musica cieca i volontari dell’associazione hanno procurato un cane addestrato. Certo con il cane non potrà vedere i colori, ma grazie ad Arcobaleno sperimenterà la sicurezza di potersi muoversi in autonomia!

Cristina Menghini

 

Eye-tracker

Il sistema “eye-tracker” (tracciamento dell’occhio) è un dispositivo complesso che rileva e registra la posizione e il movimento degli occhi.
Tale tecnologia, attualmente, viene integrata su smartphone e tablet per consentire numerose applicazioni per usi più diversi.
Nel caso del computer di Nikola, il sistema prevede un tablet (peso e dimensioni contenuti, lunga autonomia e facilità di installazione, tramite supporti appositi alla carrozzina), un eye-tracker e un sintetizzatore vocale, tutto in un unico strumento.

COME FUNZIONA
Il dispositivo (prodotto dalla svedese Tobii), tramite l’inseguitore ottico, rileva la posizione degli occhi e muove il cursore sullo schermo. Tramite una tastiera virtuale o immagini (si parla di comunicazione aumentativa, cioè si usano immagini semplici) si può comporre la frase e dopo aver dato l’invio il programma di sintetizzazione vocale (che riconosce le singole parole) trasforma la scrittura in un messaggio vocale.

EYE-TRACKER
Questo dispositivo, invia raggi infrarossi all’occhio, che vengono riflessi dal cristallino e captati da un ricevitore alla velocità di 50 volte al secondo (50 Hertz). Combinando la posizione e la direzione della pupilla, si può muovere il cursore sullo schermo.

VANTAGGI
Nel caso di Nikola, questo sistema permette di poter interagire con il mondo esterno, rompendo così il muro di silenzio che lo circonda.

SVANTAGGI
Sicuramente il costo elevato di questi dispositivi, dovuto alla presenza di pochi produttori, alti costi di sviluppo di software e componentistica sempre più precisi.
Inoltre è previsto un periodo di addestramento per un uso corretto e alla massima funzionalità dello stesso.

Andrea (Gruppo Arcobaleno)