La decima edizione della Giornata europea contro la tratta, che si celebra oggi, 18 ottobre, quest’anno  invita a portare l’attenzione sul mondo dei migranti in fuga che sbarcano in Italia e arrivano  in Europa. Tra di essi  riconosciamo non solo  vittime di guerra, persecuzioni religiose politiche, disastri ambientali, ma anche molte vittime di tratta. Purtroppo, troppo spesso in Italia  viene negato dalle Commissioni territoriali  un titolo di soggiorno, perché non si riconoscono tra i migranti persone che non solo sono vittime di tratta  alla partenza, ma anche nel loro viaggio sono state  vittime di trafficanti. La presenza  di molte vittime di tratta tra i diniegati, tra l’altro presenti  nelle diverse strutture di prima accoglienza  anche da molti mesi se non da quasi due anni,  chiede un intervento del Governo per garantire  un permesso di protezione sociale per evitare che oltre alla partenza, o durante il viaggio, ma anche nel nostro Paese molti uomini e donne migranti cadano in una nuova forma di sfruttamento,  alimentando ulteriormente il mondo della prostituzione (dove si contano già almeno 35.000 persone) o del lavoro (con oltre 400.000 lavoratori vittime di sfruttamento grave e tratta).  E’ un  atto  di giustizia sociale e di tutela della dignità di molte persone, tra cui  donne giovani provenienti in particolar modo dai paesi dell’Africa sub-sahariana, che l’Italia, ma anche l’Europa dovrebbero riconoscere come importante per celebrare non solo a parole, ma nei fatti, una Giornata europea contro la tratta.

 

Don Gian Carlo Perego

Direttore generale Fondazione Migrantes

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