Lo scorso 14 settembre monsignor Paul Pallath, secondo l’iter previsto dalle norme, ha consegnato la Positio della Causa di beatificazione e di canonizzazione di don Giovanni Barra. Il volume, di 575 pagine, è stato curato dal suddetto monsignore (Relatore), in contatto col padre Giuseppe Guerra (Postulatore) e con don Giorgio Grietti, cui la Congregazione ha affidato l’incarico di “collaboratore esterno”. Per spiegare cosa sia la Positio facciamo un passo indietro.Lo scorso 14 settembre monsignor Paul Pallath, secondo l’iter previsto dalle norme, ha consegnato la Positio della Causa di beatificazione e di canonizzazione di don Giovanni Barra. Il volume, di 575 pagine, è stato curato dal suddetto monsignore (Relatore), in contatto col padre Giuseppe Guerra (Postulatore) e con don Giorgio Grietti, cui la Congregazione ha affidato l’incarico di “collaboratore esterno”. Per spiegare cosa sia la Positio facciamo un passo indietro.Nel 2005 si è aperto il processo con l’inchiesta diocesana “sulla vita, le virtù e la fama di santità” del sacerdote Giovanni Barra. L’inchiesta, terminata nel novembre 2008, ha prodotto complessivamente 1464 pagine che contengono le deposizioni di trentacinque testi che hanno conosciuto personalmente don Barra e hanno avuto con lui rapporti frequenti, il lavoro della Commissione Storica, l’esame della sua opera libraria, diversi scritti autografi e parte dell’epistolario. Numerose sono anche le testimonianze raccolte in una fase extraprocessuale. La Congregazione delle Cause dei Santi, dopo aver riconosciuto la validità dell’inchiesta diocesana nel febbraio del 2010, ha affidato a un relatore l’incarico di stendere la “Positio” ossia «presentare in modo critico e approfondito, tutto l’apparato probatorio documentale e testificale riguardante le virtù eroiche». Si tratta cioè di esaminare la fama di santità e se il Servo di Dio (tale è il titolo dato al soggetto quando si apre una causa di beatificazione e canonizzazione) abbia vissuto in modo eroico le virtù teologali e cardinali, e quelle della povertà, castità e obbedienza e quanto è legato alla sua condizione di vita. I tempi si sono allungati perché il primo relatore, padre Cristoforo Bove, è prematuramente scomparso; gli è succeduto monsignor Carmelo Pellegrino trasferito dopo pochi mesi ad altro incarico; il tutto si è arrestato per parecchi mesi; la pratica è poi stata affidata a un prete indiano, Paul Pallath, che da anni risiede in Italia e fa parte del Collegio dei Relatori. La Positio si compone di un’introduzione generale (soprattutto per evidenziare l’importanza e il significato della figura di don Barra per il nostro tempo), della “informatio” (come don Barra abbia esercitato le virtù), del “summarium testium” (coloro che hanno deposto attestano come abbia condotto una santa vita sacerdotale esercitando senza risparmiarsi il ministero), del “summarium documentorum” (149 documenti – scritti autografi, articoli, lettere, studi … – che consentono di conoscere la vita, l’attività, la spiritualità di don Barra), della “Biographia ex documentis” (una biografia di don Barra stilata secondo i postulati della metodologia storica), di una sezione finale. La Positio è consegnata ai Consultori Teologi, a Cardinali e Vescovi che lavorano per la Congregazione, perché la esaminino ed emettano il loro giudizio “pro rei veritate” nell’esercizio delle virtù in grado eroico da parte di don Barra e sulla fama di santità da lui goduta. Il material consegnato è ritenuto sufficiente per un giudizio di cui restiamo in attesa. Per quanto tempo? Non possiamo fare previsioni. Auspichiamo che il giudizio sia positivo e don Barra sia dichiarato “venerabile”. Vorrei, in chiusura, dire che tutto il lavoro di questi dodici anni, è stato – indipendentemente dall’esito – una “bella avventura” e invitare tutti a imitare, ciascuno nel suo stato di vita, la generosità di don Barra «totalmente dedito a Dio e alle anime, sempre unito a Dio nella preghiera e nella contemplazione, ardente nello zelo apostolico, infaticabile operatore di cultura come carità pastorale, esemplare per obbedienza, castità, povertà e umiltà … modello stimolante di vita cristiana».

 

d. Giorgio Grietti

Foto Archivio Vita Diocesana – Riproduzione riservata