Lui è un personaggio. Di quelli che non si incontrano tutti i giorni. Una sorta di poeta allegro, capace di illuminare con un verso, di mettere serenità con un’energica stretta di mano. Ermanno Eandi dai tifosi granata è conosciuto per le sue apparizioni in programmi televisivi e radiofonici a commento delle partite e delle vicende calcistiche e societarie del suo Toro. La squadra di un cuore da cui sgorgano abbondanti e primaverili poesie che troviamo nel suo ultimo libro “Ho sole le ali”. «In questo testo – spiega Ermanno – ho raccolto il meglio delle mie creazioni, poesie che fanno riflettere, da uomo contro, oppure versi che fanno bruciare il cuore d’amore, puri, infuocati, passionali. Un libro per volare ed atterrare in un pianeta libero e puro, oltre i confini delle realtà».

Ma è possibile vivere di poesia? Ermanno ci crede. «Sono quello che scrive, che ruba il cielo e te lo rivende, giocando un po’ sul prezzo al mercato dei sogni». Una scelta di vita che mette in conto qualche ferita: «Lascio la vittoria facile a coloro che hanno vinto tutto. Lascio a chi non sa soffrire il semplice gioco di chi si accontenta». Questo è Ermanno e molto di più. Un Roberto Benigni della Provincia Granda. Torinese per caso, torinista per passione. In questo libro c’è un po’ di lui. Giullare del III millennio che sa gustarsi le cose buone della vita. E condividerle.

Ho solo le ali (Ermanno Eandi)Patrizio Righero