2 maggio 2016

Il fumetto. Formidabile combinazione di parola e illustrazione, di verbo e immagine. I due codici si completano, si passano alternativamente la palla della comunicazione in un connubio che veicola i messaggi in modo efficace e affascinante.

Nella cultura giovanile odierna i fumetti occupano un posto importante e significativo, specialmente nella misura in cui si mescolano e contaminano con altre forme di espressione: il cosiddetto “cosplay e il cinema (spesso a loro volta intrecciati). Con il primo termine, derivato dalla fusione delle parole inglesi “costume” e “play”, si intende l’hobby, diffusissimo in ambiente nipponico, di vestirsi come un personaggio, appunto, di un fumetto o di un cartone animato. Anche in Europa e in Italia si è diffusa questa pratica e sono nate molte manifestazioni dedicate ai comics in senso lato (pensiamo a quella di Torino, conclusasi pochi giorni fa, o a quella di Lucca, la più grande convention sul tema, a livello nazionale). Per un gran numero di adolescenti di Tokyo, però, il cosplay è quasi diventato uno stile di vita, al quale ragazzi e ragazze dedicano tempo e interesse non solamente in occasioni specifiche, ma nella quotidianità.

Del resto in Giappone manga (fumetti “cartacei”) e anime (in senso stretto, i film di animazione mutuati da fumetti) sono due facce della stessa medaglia, una medaglia che ha un forte peso nell’industria editoriale da una parte e cinematografica dall’altra. Spesso, infatti, si assiste a un movimento centrifugo per il quale non solo personaggi e storie escono dai contorni bianchi delle strisce per approdare alla fluidità dell’immagine sul piccolo o grande schermo, ma gli stessi personaggi e storie si fanno carne e ossa.

Di fumetti, in ogni caso, ce ne sono per tutti i gusti. Da quelli della Marvel, che ci caricano di adrenalina con le storie dei supereroi, a quelli per ragazzine sognanti e romantiche. Ci sono quelli di genere horror, per gli amanti del brivido e dei morti viventi, o noir (possiamo pensare a Dylan Dog e alle sue storie dark), quelli di genere storico-romanzato (avete presente 300, sulla battaglia delle Termopili?). E poi ancora le graphic novel di carattere biografico e “d’impegno civile” (settore in cui si è specializzata l’editrice BeccoGiallo), gli intramontabili fumetti d’avventura e in particolare i western (Tex über Alles). Penso poi sia difficile trovare una casa, in Italia, in cui non sia mai entrato almeno un numero di Topolino!

I fumetti, poi, incontrano e alimentano ogni tipo di temperie personale, ogni tipo di umore: il cinismo sferzante di Ratman, l’ironia più amara e malinconica di Corto Maltese, l’irriverenza di Mafalda, la saggezza adorabile dei Peanuts.

Che dire allora? Guidati dalla irresistibile simpatia (o irresistibile antipatia) dei personaggi, o dall’acume delle storie, o dall’abilità degli illustratori, leggete fumetti!

Annalisa Barra
Dal 28 al 29 maggio a Pinerolo arriva “Fumettando”

Cresce l’attesa per Fumettando, prima edizione di una manifestazione “Comics and Games” tutta pinerolese, che si terrà sabato 28 e domenica 29 maggio, presso lo Stadio Olimpico del ghiaccio. A quest’evento sarà possibile trovare fumetti, doppiatori, autori, giochi, gadget, espositori: il tutto circondato da spettacoli, intrattenimenti e personaggi dei cartoni animati. Naturalmente non mancheranno i cosplayers.