Daniele Fra, giovane operaio di Pinasca, appassionato di montagna, da gennaio 2010 è entrato a far parte dei Volontari del Soccorso Alpino. Incontriamo Daniele al Rifugio Troncea al caldo, di fronte a un bel tegame di polenta concia e un bicchiere di vino Daniele, cosa è il Soccorso Alpino?
Un pronto intervento nei confronti di persone che vengono a trovarsi in difficoltà in montagna. La rapidità è la sua caratteristica grazie all’esperienza dei volontari. Coordinate dalla Regione Piemonte le Stazioni più prossime sono quelle di Pragelato, della Val Germanasca della Val Pellice e quella di Pinerolo che prevede una trentina di volontari.

Come si fa a diventare Soccorritore?
Oggi occorre superare degli esami. Due giorni di formazione specifica e poi un esame per il soccorso su terreno estivo: montare barelle, fare nodi speciali per le imbragature che devono sostenere il volontario in situazioni più esposte. Altri due giorni di formazione specifica su terreni invernali con un esame da superare. In questo caso si tratta di ricerca di persone o cose intrappolate sotto valanghe.

Quali le caratteristiche del volontario? Immagino una certa abilità fisica…
Si, anche. Il volontario deve sapersi muovere su tutti i terreni: roccia, ghiaccio, neve ma non deve essere “spericolato”. Il volontario è comunque soggetto al pericolo. Per questo si esce in gruppo di almeno due o tre persone. A volte ti possono chiamare anche mentre sei al lavoro. In quel caso grazie alla Legge Marniga il soccorritore ha la giornata di lavoro pagata pur se assente.

Cosa ti spinge a farlo?
Se hai la passione della montagna è utile per te per affinare le tecniche ed è gratificante metterle a servizio per chi è in difficoltà. Spesso i famigliari di persone disperse ci ringraziano molto anche quando non c’è il lieto fine.

Quali sono gli interventi che hai fatto?
Ricordo il mio primo intervento: è durato due giorni. Cercavamo una signora dispersa che poi ahimè è stata trovata morta. Poi ricerca di persone disperse (capita a chi va per funghi nel bosco) o chi si è fatto male o ha avuto un malore e purtroppo anche il recupero delle salme. Non è raro che i vigili del fuoco ci contattino per recuperare persone cadute con l’auto in qualche scarpata. Si lavora spesso in sinergia anche con Aib e Protezione Civile.

Quanto costa “essere soccorsi”?
In Piemonte il soccorso è gratuito. E i volontari prestano servizio a titolo gratuito. Ci sono però persone che lavorano a tempo pieno per il Soccorso Alpino e queste vengono retribuite.
Bisogna però che le persone chiamino in caso di effettiva necessità e non se non c’è bisogno.

Ives Coassolo Daniele Fra