Spett. Redazione

Joseph Ratzinger è stato uno straordinario Papa, il cui pontificato ha rappresentato una significativa pagina nella bi millenaria storia della Chiesa cattolica. Non spetta a noi, fare una disamina esaustiva del pontificato del Papa tedesco, tuttavia alcuni aspetti del Suo magistero meritano fin da subito di essere messi in luce. In quest’ottica, torna alla mente un particolare della regola benedettina: “Nulla assolutamente anteporre a Cristo, nulla anteporre all’amore di Cristo”. È fuor di dubbio, che il Papa Emerito Benedetto XVI abbia fatto di questa regola, una ragion d’essere del Suo pontificato. L’amore di Cristo, l’amore per la Chiesa hanno sinceramente orientato la sua decisione (di enorme portata storica), di rinunciare alla cattedra Petrina. Straordinario (e continuo) il richiamo di Joseph Ratzinger in questi otto anni di pontificato, alla Liturgia, alla necessità di renderla affascinante ed accattivante anche per i semplici fedeli, quelli a cui nostro Signore, guarda da sempre con particolare amore paterno. Papa Benedetto XVI ha manifestato una indubitabile vicinanza ad uno dei principi cardini del monachesimo medioevale: rendere una cosa sola nell’uomo, “il desiderio di Dio e l’amore per la Parola.” Fede e ragione vanno di pari passo e non possono essere disgiunte l’una dall’altra, motivo per il quale in diverse circostanze del Suo magistero, Benedetto XVI, ha posto l’accento sull’importanza di evitare una lettura fondamentalista della Bibbia (essendo stato un protagonista del Concilio Ecumenico Vaticano II). E che dire della sottolineatura con la quale Ratzinger ha esaltato il lavoro umano (finanche quello materiale), mai disgiunto da una dimensione della preghiera, sempre orante e continua, tanto caro al monachesimo benedettino? Il cristianesimo, nella sua dimensione materiale e spirituale, è stato il motore da cui è scaturita l’Europa (con buona pace dei tanti intellettuali laicisti, il cui livore anti cristiano, ha raggiunto vette di faziosità preoccupanti). “Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa, e la disponibilità dell’uomo moderno di cercare e ascoltare la Parola di Dio”. Queste le affermazioni del Papa tedesco, fine interprete e conoscitore del cuore dell’uomo. Agli storici il compito di tracciare le coordinate di uno straordinario pontificato. Per quanto ci concerne, ci premeva tratteggiarne una delle caratteristiche principali, non adeguatamente valorizzata (ad oggi), dai media e dagli intellettuali nostrani.

Lettera firmata