20 maggio 2014

Caro direttore,

scrivo questa lettera perché sono quanto mai preoccupato per il futuro del mio paese, Piscina.

Ho trentaquattro anni e in questi tempi ne ho già viste di cose. Una volta quando era tempo di elezioni, si viveva un altro clima, magari di sfida ma poi passata la tornata elettorale si tornava a essere amici come prima.

Se in Italia abbiamo per la seconda volta lo stesso Presidente della Repubblica, caso alquanto anomalo, a Piscina, per la prima volta nella sua storia da quando è comune, ci sarà una lista sola.

Non c’è scelta. Quando me l’han detto ci son rimasto, credimi.

Io sicuramente andrò a votare, perché è un mio diritto e dovere civico, ma non so cosa fare.

E se in quella lista non ci fosse nessuno di mio gradimento?

Annullare la scheda di voto? Di sicuro non la voglio lasciare bianca. Temo che molti altri miei compaesani avranno questi dubbi e tanti non andranno neppure a votare.

Sbagliando a mio avviso. Vorrei ricordare che esiste un Decreto Legislativo 267/2000 che prevede che qualora sia presente una lista sola, affinché le elezioni siano valide, deve andare a votare il 50% di quelli che ne hanno diritto e che in più tra i votanti ci sia il 50 % di schede valide. Se non si raggiunge anche uno solo dei due quorum, il comune verrà commissariato. Il commissario ha il compito di amministrare l’ente fino all’elezione del nuovo consiglio e del sindaco o presidente della provincia, da tenersi nel primo turno elettorale utile previsto dalla legge (di solito in primavera). E non è detto che sia un male per certi comuni.

Flavio Fagiano

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