chiara-luce-badanoBeata Chiara Luce Badano


Ricorrenza: 29 ottobre

Beatificazione: 25 settembre 2010 da Benedetto XVI

Etimologia: dal latino Clarus, Lucente, luminoso, splendente e, per traslato, famoso, noto, illustre

 

Di solito, quando si parla di santi, pensiamo subito a grandi figure del passato, come san Francesco d’Assisi. Eppure ci sono ragazzi e ragazze che hanno intrapreso il cammino della santità anche ai giorni nostri.

È la storia di Chiara “Luce” Badano, una ragazza gioiosa e vivace, nata in un piccolo paese della Liguria il 29 ottobre 1971. Chiara, fin da piccola, vuole aiutare i più deboli, specialmente i bambini dell’Africa, e decide che da grande diventerà medico per poterli curare.

A nove anni conosce il Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich (che le darà il soprannome luce), e di cui diventerà una convinta attivista. Infatti, Chiara sente suo l’obiettivo del movimento, cioè, l’unità tra le persone, e mette l’amore per il prossimo al primo posto nella sua vita.

Come tanti ragazzi, Chiara ama lo sport: pratica sci, nuoto, corsa, tennis, bicicletta, ecc. Proprio durante una partita di tennis, sente un forte dolore alla spalla sinistra che la fa cadere a terra. All’ospedale i medici le comunicano la sua malattia: un tumore maligno alle ossa, che in breve tempo, la bloccherà a letto.

Ma Chiara non si lamenterà mai della malattia, non perde la pace, rimane serena e forte perché sa che «Dio mi ama immensamente». Durante la malattia, vive profondi momenti di contatto con il Signore e capisce che Dio le sta chiedendo qualcosa di più grande: il disegno che Dio ha previsto per lei, piano piano comincia a farsi sempre più evidente.

Chiara è disponibile ad accogliere tutti quelli che vogliono avvicinarsi a lei, in modo particolare i giovani, cui lascia un ultimo messaggio: «I giovani sono il futuro. Io non posso più correre, ma vorrei passar loro la fiaccola come alle Olimpiadi… I giovani hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene».
Accettiamo allora l’invito di Chiara, e lasciamoci guidare dalla “luce” che lei ha portato sulla nostra buia terra.