Promossa dall’Associazione Libera e “Avviso Pubblico”, mercoledì 21 marzo 2018 si celebra la XXIII edizione nazionale della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle mafie”.
La Giornata è l’occasione per ricordare i nomi e le storie di coloro che la violenza mafiosa ha portato via ai loro cari e alla nostra democrazia. Sono oltre 800 nomi: cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali. Morti per mano delle mafie perché colpiti inermi, senza colpa alcuna; morti per mano delle mafie perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. “Ma da questo terribile elenco – sottolinea Libera – mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare”. 
Simultaneamente a quanto accadrà a Foggia, località simbolo scelta quest’anno, anche a Pinerolo e in tanti luoghi d’Italia verranno letti, uno per uno, tutti i nomi delle Vittime Innocenti: persone che non vogliono semplicemente essere ricordate, ma che chiedono di vedere realizzati gli ideali e le speranze per le quali hanno speso la vita.
In Piemonte si farà memoria in particolare del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie Emanuela Setti Carraro dell’agente di scorta Domenico Russo uccisi il 3 settembre 1982; di Amedeo Damiano, già presidente dell’USL63 di Cuneo, uomo uomo corretto e onesto, vittima di un vile atto intimidatorio il 24 marzo 1987, morto dopo dopo 100 giorni di agonia. Una storia dimenticata, quella di un padre, di un amministratore pubblico assassinato perché stava faceva bene il suo lavoro cercando di riportare la legalità e il rispetto delle regole all’interno dell’ospedale di Saluzzo. Una storia giudiziaria complicata a portato a conoscere gli esecutori materiali e il movente, ma non i mandanti.
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