13 maggio 2016

È stato realizzato grazie al sostegno di LVIA (Associazione Internazionale Volontari Laici)  il reportage realizzato tra i contadini della Guinea Bissau e intitolato “Quel che è nostro ha valore”.

 

Si tratta del racconto fotografico di sei produttori e produttrici di uno dei Paesi più poveri del mondo il cui lavoro, loro, come di molti altri, emerge per l’impegno a costruire nuove opportunità di vita.

Tra i maggiori problemi ambientali a cui il Paese deve far fronte, c’è la progressiva distruzione delle mangrovie, presenti nella maggior parte delle coste (350 km) della Guinea Bissau, per lasciare spazio all’agricoltura.

A tal proposito occorre porre l’accento sul fatto che oggi, in Guinea Bissau, quasi 100mila orti a conduzione familiarecontribuiscono a più dell’80% della produzione. Ma la produzione locale di riso copre appena il 40% del consumo nazionale. Il Paese non è quindi ancora autosufficiente da punto di vista alimentare.

Su questo punto, la tutela della biodiversità e delle specie locali, si incontra con la produttività e l’efficienza perché LVIA e i contadini puntano proprio su questo modello di agricoltura, familiare e locale, per migliorare l’economia della Guinea Bissau.

«Un viaggio tra i luoghi della tradizionale coltivazione del riso di mangrovia – spiega Lia Curcio, addetto stampa dell’associazione LVIA – Sono le storie di chi ogni giorno lavora la terra, sogna e costruisce un Paese dove l’agricoltura locale può sfamare il Paese».

Per maggiori info e per visionare il reportage consultare il sito: http://www.lvia.it/GuineaBissau/agricoltura/reportage

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