11 giugno 2014

Giugno. A scuola suonano le ultime campanelle che annunciano le tante sospirate vacanze. Ma non per tutti. Ai ragazzi del terzo anno della scuola secondaria e gli studenti al quinto anno delle scuole superiori sarà richiesto l’ultimo sforzo: gli esami. Rito di passaggio non solo scolastico ma anche di crescita personale. Come arrivare preparati a questa prova? Studiando certamente. Ma il solo studio a volte non sufficiente. Abbiamo chiesto a diversi esperti alcuni consigli e considerazioni per raggiungere al meglio questo traguardo.

Superato l’esame contattaci per raccontare la tua esperienza! menghini@vitadiocesanapinerolese.it

CRISTINA MENGHINI

Un gruppo di insegnanti del Liceo Porporato di Pinerolo: l’esame è addestramento alla fatica

 

Quale è il modo migliore per prepararsi agli esami?

Per prepararsi bene all’esame occorre studiare intensamente, con la convinzione, acquisita attraverso l’esperienza scolastica, che le prove sono una sfida importante nel percorso di formazione.

Quali sono gli errori da evitare?

Credere che chi valuta sia un inquisitore, interessato a scoprire il “peccato” e a non cogliere in positivo ciò che ogni studente sa dare. Pensare che l’esaminatore provi piacere nel decretare che lo studente non sa. È vero il contrario. 

I ragazzi, prima della maturità, hanno bisogno di “conforto” da parte dall’insegnante?

Hanno bisogno di essere spronati a credere in loro stessi, nel rispetto delle regole del gioco, e a capire il valore della fatica: in fondo l’esame è un addestramento alla fatica finalizzata, quella fatica che dà senso alle cose che facciamo e le rende nostre.

Offrite consigli ai propri studenti? Quali?

Con i colleghi cerchiamo di aiutare ogni studente a valorizzare le sue personali inclinazioni e a individuare strategie efficaci nello specifico. Ma tutto questo è possibile  se il rapporto didattico ha funzionato.

L’esame fa parte del percorso scolastico e ne riflette le qualità che ciascuno ha voluto e saputo dargli.

 

La psicologa: un po’ di sano stress può essere d’aiuto

Che si sia studiato nel migliore dei modi possibili o meno, un po’ di agitazione prima dell’esame è normale e produttiva. Nell’uso quotidiano, il termine stress ha assunto ormai delle connotazioni esclusivamente negative: in realtà lo stress è la risposta normale a qualsiasi evento esterno che provochi uno stato di “disequilibrio” personale e ha la funzione di mobilitare delle risposte, dei comportamenti che producano un nuovo equilibrio, come nel caso dell’esame. Lo stress, quindi, altro non è che lo sforzo psicofisico di adattamento alle richieste ambientali. Gli eventi in grado di provocare uno stress non sono necessariamente negativi, anzi anche qualcosa di atteso e desiderato può essere stressante: il matrimonio, la nascita di un figlio, il trasloco, ecc. Nel caso dell’esame di maturità o di un esame Universitario, la richiesta dell’ambiente è quella di dimostrare di aver acquisito delle conoscenze e delle competenze: ciò che può generare stress è il timore delle conseguenze connesse al non superamento delle prove.

Bisogna a questo punto distinguere tra i fattori di stress, che sono le situazioni che provocano stress e le risposte allo stress, ovvero i comportamenti, le reazioni fisiche e psicologiche a tali situazioni. Il modo in cui le persone reagiscono ad un evento è estremamente individuale e non è assolutamente detto che ciò che “stressa” una persona possa stressare in modo equivalente tutti gli altri. Le risposte fisiche e psicologiche ad una situazione stressante possono essere sgradevoli. Non tutti però sono ugualmente agitati quando devono sostenere un esame: il livello di disagio sperimentato dipende dalla percezione che la persona ha delle capacità che possiede per farvi fronte, quindi di esercitare un controllo sulla situazione.

Anche l’ansia, entro certi livelli e in determinati contesti, è una componente normale della vita. L’ansia è quella spiacevole tensione data dal presagio di un pericolo imminente e di origine in gran parte sconosciuto. Come lo stress, anche l’ansia, se contenuta, può dimostrarsi un supporto utile di fronte alle difficoltà o ai compiti da affrontare.

Una quantità limitata di stress è benefica, in quanto mette in moto anche meccanismi (attenzione, concentrazione) che fanno sì che le proprie performance migliorino. Nello specifico, l’ansia da esame è un tipo particolare di ansia da prestazione: un sentimento di apprensione che insorge quando ci si sente giudicati e valutati. Diversi esperimenti sul rendimento di studenti universitari hanno evidenziato come i risultati migliori siano ottenuti da coloro che provano un’ansia contenuta e che sono in grado di controllarla. Queste persone conseguono risultati migliori anche di coloro che non provano nessuna forma di ansia, in quanto hanno un livello ottimale di “attivazione” rispetto al compito. Ma quando l’ansia da esame assume dimensioni eccessive diventa un grosso ostacolo. Una forte ansia, infatti, può inibire le prestazioni intellettuali, ostacolare la concentrazione e la memoria, peggiorando notevolmente la performance dello studente.

L’impegno è consistente, e lo stress che accompagna esami come quello di maturità  colpisce in maniera più o meno marcata tutte le persone coinvolte, vale a dire i ragazzi e le loro famiglie.

Come tutti gli studenti sanno, l’ansia per l’esito degli esami può portare a sviluppare una serie di disturbi, a partire da insonnia, inappetenza e agitazione.

Maturità, tempo di domande importanti e impegnative che provocano ansia da stress a ogni studente, perché nessuno rimane indifferente ai cambiamenti che lo attendono e agli interrogativi che si profilano all’orizzonte: «che cosa farò da grande? Supererò gli esami, e con quale? E dopo che cosa farò? Troverò un buon lavoro? Passerò il test d’ingresso all’università?»

Per affrontare serenamente gli esami è meglio procedere per gradi e concentrarsi solo sullo studio, accantonando per qualche settimana le riflessioni sul futuro. Arrivare al momento delle prove carichi di troppi pensieri è, infatti, un ostacolo che non permette di avere la serenità necessaria per riflettere con calma e rispondere ai quesiti dando il meglio di sé. 

ILARIA BOAGLIO (ilaria.boaglio@yahoo.it)

 

 

La dietista: pasti regolari e niente caffe, ecco la ricetta vincente

In tempo di esami è molto utile uno stile di vita sano e rilassante ma soprattutto è utile prestare molta attenzione all’alimentazione che deve tendere non solo a fornire il giusto quantitativo di calorie, oligoelementi e vitamine ma anche a non appesantire la digestione…

Via libera in tavola a piatti a base di pasta, riso, frutta e verdura , mentre vanno abolite sostanze eccitanti come il caffè ed il the che erroneamente, secondo tradizione, accompagnano i giorni e le notti prima degli esami di uno studente su tre.

Sono da ridurre i grassi ed i fritti che necessitano una digestione più prolungata. Un’abbondante idratazione è importante per facilitare l’allontanamento con le urine delle scorie che si vengono a formare in momenti di aumentato stress (anche ossidativo).

Preferire i cibi che aiutano a rilassarsi per la presenza di Triptofano, aminoacido essenziale che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare e che favorisce la sintesi della serotonina, il neuro mediatore del benessere ed il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. Gli alimenti ricchi in triptofano sono latte e latticini, carne rossa e pollame, uova, cioccolato, semi di girasole e di zucca e le arachidi. Alla sera, tra le verdure, privilegiare lattughe e cipolle se si vuole conciliare il sonno.

Anche il Ferro e lo Zinco sono importanti per un buon rendimento scolastico. Sono contenuti in cereali, legumi, carne rossa. I due nutrienti influiscono in modo considerevole sull’apprendimento ed il rendimento scolastico. Il rapporto appare ancora più forte quando i due micronutrienti vengono considerati insieme.

Ecco un esempio di come impostare una sana giornata di studio: dopo la sveglia (un po’ prestino perché (il mattino ha l’oro in bocca) una colazione non troppo abbondante (tè con pane e marmellata vanno sempre bene).

Se possibile, prima di iniziare lo studio un po’ di movimento (portare il cane fuori casa od anche solo un piccolo aiuto nelle faccende di casa va bene). A metà mattina un piccolo spuntino con un frutto o qualche scaglia di parmigiano può aiutare ad interrompere la monotonia dello studio.

Il pranzo deve essere leggero: un po’ di pasta, poca carne o pesce, con un’insalata ed un po’ di pane, per evitare spiacevoli ed inutili sonnolenze post-prandiali.

Merenda con un frutto e poi una cena più gratificante ma soprattutto, secondo i gusti, premiante le fatiche dello studio!

Un po’ di ripasso serale, anche un po’ di soporifera TV, una tisana al biancospino e poi a nanna non troppo tardi!

Tra le cose da evitare: pasti irregolari, saltare la colazione, il cibo da fast food, consumo eccessivo di caffè (meglio il the che ha un effetto più leggero e prolungato nel tempo), bibite zuccherate e studiare la notte prime dell’esame.

 

ELENA ARTINO

 

La farmacista

Sotto esami numerosi gli studenti vengono in farmacia, ma più che altro vengono le mamme che vedono i loro figli in ansia, in crisi e soprattutto nervosi! Chiedono qualcosa che li possa aiutare dal punto di vista psicologico (nel senso di ansia e stress) e a superare al meglio il periodo che li attende.
Spesso non sanno che cosa chiedere. Arrivano ed espongono il loro problema: «sono ansioso, non riesco a dormire, non riesco a concentrarmi». Consigliamo sempre cose naturali tipo melissa-biancospino e valeriana che comunque tranquillizzano e non creano effetti collaterali come perdita di lucidità. In più si consigliano anche vitamine che favoriscano la concentrazione! La maggior parte assume prodotti naturali senza ricorrere alle benzodiazepine!

Si consiglia di studiare, ma allo stesso tempo di rilassarsi giornalmente con un’attività di svago (dalla passeggiata, alla partita a beach o anche un gelato con gli amici) anche solo un’ora al giorno… ci si rilassa anche non pensando solo ed esclusivamente all’esame!

 

CHIARA FORESTIERO

ESAME