24 giugno 2015

«Lo scorso anno ho partecipato ad un workshop di due giorni organizzato dalla Fondazione Paideia sui Siblings e sono rimasto particolarmente colpito da alcuni Siblings adulti che per la prima volta a 35 anni avevano il coraggio di ammettere la loro rabbia per la fatica, le botte, le situazioni imbarazzanti, la mancanza di affetto che i loro fratelli (loro malgrado) gli avevano fatto affrontare durante la loro infanzia (e non solo); che per la prima volta a 35 anni non si sentivano soli, diversi, matti per essersi finalmente confrontati con altri Siblings; che per la prima volta a 35 anni ammettevamo il loro senso di colpa per aver potuto vivere, sposarsi mentre il loro fratello no». È la testimonianza di un uomo che ha un fratello disabile. Sibling è una parola inglese che significa fratello o sorella e che è  utilizzata per definire i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità. Anche a Pinerolo si sono svolti sei incontri per i Siblings, conclusi sabato 13 giugno con una festa a Villa Prever nei locali dell’Ampas. I ragazzi potevano invitare chi volevano: c’erano molti fratelli con disabilità oltre ai genitori… e a un gattino. Il gruppo che ha fatto questo percorso è formato da una decina di fratelli/sorelle di bimbi disabili del territorio pinerolese. Oltre ai bimbi e alle educatrici della Tarta Volante sono presenti 2 fratelli Siblings (18 e 27 anni) che partecipano agli incontri facilitando le comunicazioni. Così finalmente anche i siblings pinerolesi hanno avuto uno spazio per esprimere liberamente i loro sentimenti. Il gruppo è ristretto: se non sei siblings non puoi partecipare! I fratelli/sorelle più fragili restano a casa e nulla esce dal gruppo! A casa non si racconta niente. Essere liberi e non sentirsi soli è di grande aiuto in questo percorso.

Le educatrici

«Per questo progetto siamo state addestrate e supervisionate dalla Fondazione Paideia. Siamo molto soddisfatte di come si sia svolto questo gruppo – spiega Elena, una delle educatrice – abbiamo constatato che ce n’era bisogno: molti bambini si sono aperti e sfogati. Hanno dato l’impressione di sentirsi finalmente al centro dell’attenzione. Una ragazza già grandina ci chiedeva sempre di giocare… forse è cresciuta troppo in fretta. Ci piacerebbe ripetere l’esperienza, allargando anche il gruppo. Speriamo di trovare dei finanziamenti, specialmente per il materiale che ci occorre».

Una mamma e un papà

«Crediamo molto in questo progetto che dà uno spazio speciale a questi fratelli/ sorelle che spesso vivono all’ombra dei fratelli più fragili – spiegano un papà e una mamma –. È importantissimo che i bambini si sentano liberi di esprimere le loro rabbie, ansie e paure. Ed è importante raccontare la realtà dei sibligns e anche dare visibilità alle varie realtà del pinerolese che danno una mano a noi famiglie “disabili”. In questo caso un grazie va a Tarta Volante, Fondazione Paideia, Anffas, (in collaborazione con NPI e Ciss) e anche al Rotary che ha finanziato il progetto».

Cristina Menghini

 

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