Venerdì 16 novembre è stato pubblicato il messaggio della prossima Giornata Mondiale della Gioventù

Venerdì 16 novembre è stato reso pubblico il testo del messaggio di Benedetto XVI per la prossima GMG in programma per luglio 2013. “Andate e fate miei discepoli tutti i popoli!” è il tema che il Papa ha approfondito e proposto a tutti i ragazzi del mondo e non solo a quelli che potranno far vela verso Rio.
Egli affida ai giovani la responsabilità di essere «i primi missionari tra i coetanei», li incita ad avere «il coraggio di “partire” da se stessi per “andare” verso gli altri e guidarli all’incontro con Dio». Condizione di tale missione sono l’appartenenza viva alla comunità ecclesiale. Altra condizione fondante per questa missione è conoscere “Chi” si annuncia: «Più conosciamo Cristo – afferma il successore di Pietro – più desideriamo annunciarlo. Più parliamo con Lui, più desideriamo parlare di Lui. Più ne siamo conquistati, più desideriamo condurre gli altri a Lui». L’annuncio, quindi, una volta partito deve espandersi fino a incontrare e raggiungere tutti i popoli. Spiega il papa: «I “popoli” ai quali siamo inviati non sono soltanto gli altri Paesi del mondo, ma anche i diversi ambiti di vita: le famiglie, i quartieri, gli ambienti di studio o di lavoro, i gruppi di amici e i luoghi del tempo libero». Naturalmente in questi ambiti non vengono dimenticati i mezzi di comunicazione «in particolare il mondo di internet. (…) A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo “continente digitale”».
Naturalmente molti giovani potrebbero essere scoraggiati o intimoriti ad annunciare e evangelizzare. Benedetto XVI li rassicura dicendo: «Quando vi sentite inadeguati, incapaci, deboli nell’annunciare e testimoniare la fede, non abbiate timore. L’evangelizzazione non è una nostra iniziativa e non dipende anzitutto dai nostri talenti, ma è una risposta fiduciosa e obbediente alla chiamata di Dio, e perciò si basa non sulla nostra forza, ma sulla sua». Forza che noi riceviamo nell’incontro con Lui, ovvero nella preghiera e nei sacramenti: «L’evangelizzazione autentica nasce sempre dalla preghiera ed è sostenuta da essa: dobbiamo prima parlare con Dio per poter parlare di Dio (…) Sappiate trovare nell’Eucaristia la sorgente della vostra vita di fede e della vostra testimonianza cristiana».
In ultimo viene rivolto lo sguardo al Cristo Redentore, di cui è immagine la grande statua che veglia su Rio: «Il suo cuore – conclude il Papa – è aperto all’amore verso tutti, senza distinzioni, e le sue braccia sono tese per raggiungere ciascuno. Siate voi il cuore e le braccia di Gesù! (…) Trasmettete ai vostri coetanei del mondo intero l’entusiasmo della vostra fede!»

Manuel Marras