La maturità è sofferta, sudata, sognata; è un evento che spaventa e lascia insonni coloro che devono ancora sperimentarla e che fa sorridere con un piacevole (o spaventoso) ricordo chi l’ha già affrontata. È una grande corsa verso il diploma, il risultato di cinque anni sudati, di crescita fisica, mentale, intellettuale, culturale e (perché no?) spirituale. È stata oggetto di canzoni, racconti e film. Per dirla breve e il rituale di passaggio della nostra epoca che separa l’adolescenza dall’età adulta.

Come ogni anno le prime due prove scritte (italiano col tema, svoltosi mercoledì 19 giugno, e la prova con materia propria all’indirizzo, giovedì 20) sono state affrontate ugualmente in tutti i licei italiani. La prima prova prevede 4 tipologie: analisi del testo, saggio breve, tema storico e tema di carattere generale. Per l’analisi abbiamo visto “L’infinito viaggiare” di Claudio Magris, saggista e scrittore poco studiato, che ha preso in contropiede la maggior parte degli studenti, spiazzandoli. I saggi brevi vedevano in gioco le relazioni individuo-società di massa sul tema letterario; stato, mercato e democrazia su quello socio-economico; un approfondimento sui Brics, i Paesi emergenti con economie in rapida crescita, per l’argomento storico e una breve relazione sugli studi odierni riguardanti il cervello per quello scientifico. La traccia storica era sugli omicidi di stato e quella generale partiva dalla frase: «La vita non è solo lotta di competizione ma anche trionfo di cooperazione e creatività».

Le seconde prove sono variegate come materie, in base agli indirizzi specifici di ciascuna scuola superiore. Ricordiamo tra i più importanti: latino con Quintiliano per il liceo classico; matematica per lo scientifico; lingua straniera per il linguistico; pedagogia per il pedagogico; disegno geometrico all’artistico; istituto tecnico commerciale (ragioneria) con economia aziendale; istituto per geometri, tecnologia delle costruzioni; istituti professionali per i servizi alberghieri e della ristorazione, alimenti e alimentazione.

Comunque l’elemento fondamentale di questo esame sta nell’essere la vetta, il punto di arrivo tanto agognato di cinque anni di sofferenze, lavoro e studio. Ma quanto sia formativo, dal punto di vista culturale e di maturazione reale del singolo, solo chi ci passa attraverso può raccontarlo. Così per scoprire quanto questi anni siano importanti per i nostri giovani abbiamo chiesto loro cosa ne pensavano e due ragazze del liceo Porporato ce l’hanno rivelato.

Manuel Marras

 

Il primo “step”…

Sono arrivata a questo punto con fatica, ma sono fiera di esserci arrivata con le mie sole forze. Sono stata fermata un anno, ma questo non mi ha di certo buttato giù, anzi!  Mi sono rialzata più forte di prima e ho dato il meglio di me! Sono stati gli anni più strani della mia vita ma anche i più belli: ho fatto amicizie, ho incontrato persone, mi sono scontrata con le prime difficoltà della vita, e ora? Ora sono alle prese con la maturità! Se penso che questo è il portale d’accesso per le difficoltà non so cosa aspettarmi dalla vita. È solo il primo “step” per dimostrare la mia maturità, il modo in cui affronto le difficoltà; le materie sono nulla, nella vita non si ha un libro su cui studiare, ma le situazioni si affrontato volta per volta, solo così si dimostra la vera maturità. Questi (sei) anni mi hanno insegnato molto, mi hanno aiutato a crescere. Il vero professore è la vita; se la vita insegna però io sono un’alunna pessima! Non ho mai capito che quella cattedra mi avrebbe permesso di dare il meglio di me nella vita. Ora non mi resta che passare questo esame e costruirmi il mio futuro, un mattoncino per volta. Quindi incrociamo le dita!

 

Beatrice

 

Valigia vuota, valigia piena

Una valigia semivuota: ero questo in quarta ginnasio, quando ho iniziato la mia “carriera” alle superiori. Adesso, dopo cinque lunghi – ma allo stesso tempo brevi! – anni, la valigia è piena. Piena di esperienze, di versioni incomprensibili, di professori indimenticabili (nel bene e nel male). La mia valigia è stracolma di ricordi di notti passate a studiare, di risate fatte con i compagni, di libri letti, di dizionari consunti.

Se c’è una scuola che davvero prepara a vivere questo mondo con occhio critico, elaborando il passato per costruirsi un futuro, io l’ho fatta. E sono pronta a partire, credo.

 

Annalisa

 

A seguire le impressioni a caldo dei maturandi pinerolesi sulle prime due prove dalla nostra webtv:

La prima prova

La seconda prova