«É triste un pianeta abitato da giovani le cui dita sfiorano più cellulari che volti»: è una frase scritta e condivisa da numerosi adolescenti su facebook, proprio da loro che si isolano dal mondo reale per essere connessi con quello virtuale. Oggi, giovani e meno giovani, scrivono e condividono pensieri premendo un tasto del pc, senza immaginare che il mondo là dietro fa solo finta di ascoltarci. Esistono però ancora luoghi in cui i giovani (ma non solo) sono realmente ascoltati e accolti, senza pregiudizi. Dove per essere amato non devi ottenere almeno 30 ‘mi piace’ su facebook. E non sono luoghi di clausura. Gli animatori dell’oratorio di None – un oratorio spesso itinerante – hanno conosciuto uno di questi luoghi nella loro scorsa vacanza estiva: la Fraternità di Romena.
64902_131872870308016_1749559909_nRacconta Mattia, animatore di diciassette anni: «Ho avuto la fortuna di conoscere dal vivo la Fraternità di Romena e sogno sempre di poterci tornare. Perché Romena ti cattura, ti emoziona e ti fa venire voglia di tornare, proprio perché è un’oasi di autenticità dove si parla di cose concrete che mirano dritto al cuore di ognuno». Romena si trova in Toscana, in un’antica pieve romanica del Casentino. È nata nel 1991 da un sogno di un sacerdote del luogo, Luigi Verdi. «La fraternità che spesso sogno, è qualcosa di molto semplice. Un’oasi di pace, dove possano riposare Dio e l’uomo»: questo il punto di partenza di don Luigi – Gigi- che, a seguito di un’esperienza di profonda crisi personale e spirituale (durante la quale pensò di abbandonare il sacerdozio), decise di aiutare i ‘mendicanti di luce’ ad avere il coraggio di prendere il largo e la forza per attraversare le tempeste e arrivare all’altra riva.
«Il bello di questa fraternità è che non ti chiude nelle sue mura – racconta ancora Mattia, – dicendoti che lì c’è la vita vera, ma ti insegna ad affrontare le crisi e ti invita a tornare nella tua città ad affrontare giorno per giorno la vita, quella vera». Romena infatti vuole essere solo un punto di incontro in cui (ri)caricare le batterie e (ri)entrare in contatto con se stesso e, se si vuole, con Dio. A Romena nessuno parla di Dio, se non viene chiesto. Si punta ad amare l’uomo e le sue fragilità. Concretamente la Fraternità organizza corsi, veglie e incontri durante tutto l’anno sia nell’antica pieve in Toscana, come la Settimana Giovani (dai 16 ai 22 anni) che si terrà dal 28 luglio al 3 agosto, sia in tutta Italia. L’oratorio di None ha ospitato Romena lunedì 9 e martedì 10 giugno: Luca Buccheri, sacerdote itinerante della Fraternità, ha tenuto una serata biblica dal titolo “Seguitemi, vi farò pescatori di umanità” e don Gigi la veglia “Abitare la vita”.
Per tutte le curiosità sulla Fraternità si può visitare un sito web: www.romena.it

 

Simona Valcarenghi