08 settembre 2014

Si può parlare di Dio giocando con bracchetti e bambini in simbiosi con la propria coperta (i Peanuts)? Si può leggere la “fame” d’assoluto nelle saghe di fragilissimi eroi? Sghignazzare del religioso e restarne affascinati o farsi stimolare dalle domande espresse dai bambini terribili dei fumetti? Si può sorridere per l’umorismo lieve di angioletti leziosi o riflettere grazie ad epiche narrazioni?

Il fumetto non si sottrae alla ricerca del sacro, al senso del Mistero, alle suggestioni della fede, alle espressioni del sentimento religioso. Il bisogno del sacro ha sempre in qualche modo trovato spazio tra vignette e balloon. Il fumetto nel corso della sua storia non hai mai sottovalutato le tematiche religiose, né quelle intese in senso stretto, né quelle che illustrano maggiormente un’autentica ricerca del senso religioso.

Il fumetto spesso allude, a volte permette, più raramente descrive esplicitamente situazioni religiose. Ci sono molte storie che affrontano l’irrinunciabile viaggio nelle lande della fede. Da sempre. In Italia poi esiste una grande tradizione, mai sopita anche se spesso misconosciuta, di grandi riviste a fumetti legate strettamente al mondo religioso, alle strutture ecclesiali, alle associazioni. Riviste e personaggi, autori e storie in grado di parlare al mondo religioso e a quello laico, con eguale vigore, con argomenti forti e nei canoni propri del linguaggio-fumetto. La mente corre a Vera Vita, il Giornalino, il Vittorioso e le molte riviste associative dell’Azione Cattolica, a il Messaggero dei Ragazzi, Italia Missionaria e il Piccolo Missionario. Battaglia, De Luca, Landolfi, Giovannini, Micheluzzi sono alcuni dei grandi autori che si sono misurati con la sfida del disegnare la fede. Maggi, Del Vaglio, Clericetti, Careghi sono autori che hanno eletto la dimensione religiosa come orizzonte della propria arte.

Da anni Cartoon Club sta dando rilevanza a questa dimensione attivando diverse iniziative: la mostra La Fede a Strisce, il volume che l’ha accompagnata, la costituzione di un archivio documentario specializzato. Il festival sta cercando di coordinare e mettere in contatto realtà che si interessano di questo aspetto del fumetto. Ecco perché un premio al fumetto cristiano è il normale approdo di questo percorso.

Lo sguardo, nell’affrontare un’iniziativa del genere, va ai cugini d’oltralpe, da anni attivi in questa direzione, con un premio alla BD chrétienne ormai consolidato, e con un’editoria di settore tutt’altro che trascurabile. L’esperienza franco-belga è dunque di stimolo. Inoltre un premio può aiutare a dare visibilità ad un settore, può essere di stimolo per l’editoria cattolica e generalista, può essere un’occasione per molti: autori ed editori, appassionati e neofiti, credenti e simpatizzanti, persone affascinate dalla ricerca religiosa così come dal fumetto. Su queste basi è stato costituito il Premio Fede a Strisce – fumetto cristiano, un riconoscimento unico di questo genere in Italia. In passato sono stati premiati grandi nomi del fumetto estero e italiano: tra questi Charles Monroe Schulz, creatore dei Peanuts, e il papà di Rat-Man, Leo Ortolani. Per il 2014 il premio è stato consegnato a Pablo Sartori e Danilo Grossi per la loro storia dal titolo Sogni pubblicata su PM in giugno. Il tema è quello dell’emigrazione clandestina dei profughi: molto attuale e portatore del messaggio di pace proprio del cristianesimo.

fede a strisce