Io Ci Sto! Tre parole che segnalano entusiasmo, voglia di fare e di impegnarsi. Ma queste tre parole sono anche una delle grandi novità della PiGì (Pastorale Giovanile) di Pinerolo, che quest’anno si slancia in un progetto innovativo. «Io Ci Sto – racconta Matteo Ello, uno dei responsabili di questo progetto – è un’equipe che si occupa di carità, cioè di far conoscere ai ragazzi le varie realtà di volontariato presenti nella Diocesi di Pinerolo. Abbiamo scelto questo nome perché un ragazzo che si vuole avvicinare al volontariato in qualche modo deve mettersi in gioco, anche non sapendo bene cosa andrà a fare nel concreto. L’obiettivo del nostro gruppo è quello di provare ad entrare in una realtà “sconosciuta” cercando di essere utili ali vari centri di solidarietà, collaborando con gli operatori e gli ospiti in modo da capire fino in fondo il senso del volontariato».
Questa proposta prende forma nello scorso anno pastorale a seguito di alcune esperienze vissute dai ragazzi della PiGì. «L’idea di formare questa equipe – spiega Ello – è nata dalla “vecchia” equipe Over 15, al termine di una giornata che prevedeva un’esperienza di volontariato, svoltasi alla comunità Aliseo di Roletto, dove i ragazzi presenti hanno espresso la loro voglia di poter entrare in contatto con altre realtà che si occupano di volontariato. È anche nata perché all’interno della Pastorale Giovanile mancava un’equipe che si occupasse di carità».
A breve quindi inizieranno gli appuntamenti e gli eventi di Io Ci Sto. Il primo incontro è fissato per sabato 23 dicembre prende il titolo di “Play Your Present” e si suddivide in due momenti: nel pomeriggio, dalle ore 15 alle 17:30, in piazza Facta a Pinerolo alcuni volontari raccoglieranno giocattoli nuovi e giocattoli usati ma in buono stato da regalare ai bambini meno fortunati. Tutti i giovani dai 15 anni in su che volessero partecipare attivamente possono presentarsi alle ore 14 direttamente in piazza Facta. Il secondo momento di quest’evento sarà un concerto di Natale ad opera del coro della Pastorale Giovanile che si svolgerà nella chiesa di San Rocco (piazza Facta) alle ore 21. Durante il concerto verrà chiesta un’offerta per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare l’affitto e le utenze domestiche.
«Per il resto dell’anno – aggiunge Ello – abbiamo pensato di creare due percorsi: il primo è dedicato a tutti i ragazzi che frequentano le superiori, mentre il secondo è rivolto a tutti i ragazzi universitari e lavoratori». Per le superiori si terranno tre appuntamenti: uno a San Domenico dove sarà possibile aiutare i volontari a stoccare i vestiti che vengono raccolti per i più poveri; un secondo appuntamento sarà in affiancamento all’Emporio Solidale e si tratterà di una colletta alimentare in cui si raccoglieranno generi di necessità per i bambini; infine una giornata di animazione per gli anziani di una casa di riposo. Per gli universitari e i lavoratori verranno proposti alcuni appuntamenti di aggregazione e scambio con giovani donne africane, per favorirne l’integrazione.

 

 

 

 

 

 

 

Servire con Lode

«Fare volontariato con le persone fragili è un obiettivo educativo potente: si tratta di un’occasione unica per formare se stessi, per acquisire senso civico, per scoprire le proprie potenzialità umane e relazionali. Si tratta di educare i giovani al servizio, durante il quale possano acquisire delle competenze trasversali che consentano loro di stare nella quotidianità e nel mondo del lavoro da cristiani. Potremmo definirlo come “learning by service”, cioè imparare attraverso il servizio». Queste le parole con cui don Luca Peyron, responsabile della pastorale universitaria di Torino descrive il progetto Servire con Lode.
Si tratta di una piattaforma online (rintracciabile al sito www.servireconlode.it) rivolta ai giovani universitari, che consente di proporsi per fare del volontariato in diversi ambiti. Si può scegliere in base alla tipologia di servizio, ai beneficiari, alla fascia di orario che sia compatibile con i propri impegni, alla logistica rispetto agli spostamenti. Una volta fatto questo sarà necessario scegliere dei pacchetti di ore in cui fare servizio concreto nel primo o secondo semestre. Una volta fatta la scelta si potrà compilare un modulo online. In seguito si verrà contattati da un orientatore per fare un breve colloquio, al termine del quale si verrà messi in contatto con l’ente prescelto e con i suoi referenti.
«Servire Con Lode – racconta don Peyron – è un progetto che nasce in seno alla pastorale universitaria di Torino ma che è entrato ormai a far parte di un protocollo con la Città Metropolitana di Torino, con l’Istituto Universitario Rebaudengo, con il Politecnico e con l’Università degli Studi di Torino. Si può quindi notare come si intersechino in un dialogo fecondo il mondo laico e il mondo religioso, che individuano nel volontariato un elemento educativo importante».
Questo format è nato a Torino ma ha una vocazione nazionale: «Il database – conclude infatti don Peyron – per ora guarda a Torino ma è allargabile a qualsiasi diocesi voglia far parte del sistema. Ai territori si chiede di dare elenco degli enti interessati e di garantire un orientatore per un colloquio. Questo vale per tutte le diocesi d’Italia: infatti il progetto è pensato come una piattaforma nazionale».

 

Manuel Marras