Rete Bianca” è un movimento politico e culturale nato a Roma, dopo il voto del 4 marzo, per provare a rilanciare il cattolicesimo politico evaporato negli ultimi anni.

Giorgio Merlo, Mauro Carmagnola e Giampiero Leo, rappresentanti piemontesi della neonata rete, spiegano in un comunicato le ragioni del loro impegno: «Le recenti elezioni politiche hanno decretato l’esaurimento dei “partiti plurali” – Pd e Forza Italia in particolare – da un lato e la necessità di recuperare e valorizzare le identità politiche e culturali dall’altro». E aggiungono che il movimento intende «rilanciare la qualità della politica» e ancora «riscoprire una classe dirigente qualificata e diffusa nel territorio piemontese ma che nutre una profonda sfiducia nei confronti dei partiti attuali».

Giorgio Merlo (Rete Bianca)

E per portare sul livello pratico l’afflato teorico: «Rete Bianca, a livello piemontese, è impegnata a ricostruire e a rilanciare una “rete civica”, soprattutto in vista delle elezioni regionali del 2019».

A tale scopo, naturalmente è necessaria un’intesa con altre realtà civiche con cui il confronto inizierà «a cominciare dalle prossime settimane con un documento appello a tutte le forze civiche della regione per poi aprire una seria e trasparente consultazione programmatica».