Senza ricadere nella sterile polemica sulle responsabilità del passato e degli ultimi 20, 30 o 40 anni – polemica legittima ma sempre  un po’ noiosa ed inutile – non possiamo non rilevare che nel pinerolese esiste un’emergenza “ferroviaria”. Per fermarsi, come ovvio, al solo campo delle infrastrutture. Ho già avuto modo di dire che l’unico rimpianto personale, parlando di infrastrutture, è quello di non essere riusciti nel passato ad inserire nel pacchetto olimpico di Torino 2006 il cosiddetto “raddoppio selettivo” della linea ferroviatia Torino-Pinerolo. Accanto a moltissimi altri interventi di piccola, media o rilevante grandezza, quella del treno era e rimane il grande rimpianto per un’opera non realizzata. Ma è innegabile che oggi, nel pinerolese, esiste un’emergenza legata al trasporto ferroviario.

Della linea Pinerolo-Chivasso è meglio non parlarne. Treni soppressi all’improvviso, ritardi cronici, impianti di riscaldamento/raffreddamento legati alla casualità, vidimazione dei biglietti a volte interrotta e via discorrendo. La linea Torre Pellice- Pinerolo è al centro di un confronto permanente e antico tra gli enti locali e la potenziale utenza, con molti problemi ancora sul tappeto per garantirne il miglior utilizzo possibile. Ma è sulla tratta Pinerolo-Porta Susa che si concentra maggiormente l’attenzione. E questo per il numero rilevante di pendolari e, soprattutto, per i disagi cronici che la caratterizzano.

Ora, al di la’ del rimbalzo delle responsabilità – fisiologico nella dialettica politica – e delle solenni promesse che puntualmente vengono fatte e che altrettanto puntualmente restano senza risposta concreta per i cittadini che usufruiscono quotidianamente di questo servizio profumatamente pagato, forse è arrivato anche il momento che proprio su questo tema si ripristini a livello locale quel modello politico che sperimentammo in altre, poche per la verità, occasioni. Mi riferisco, tanto per citarne alcune, alla elaborazione dei famosi “patti territoriali” e, soprattutto, a tutta la programmazione, la gestione e la realizzazione della fase olimpica. Certo, i tempi sono cambiati ma la modalità nell’affrontare i problemi sul tappeto non è migliorata. Anzi.

Ecco perché, forse, è giunto il momento per riscoprire, anche a livello locale, quella “concordia istituzionale” che resta, forse, l’unica strada per far ripartire qualche progetto. Nello specifico, per affrontare in termini seri e costruttivi l’emergenza “ferroviaria” che attraversa il nostro territorio.

Giorgio Merlo

Stazione di Pinerolo