In Siria è esploso un conflitto mondiale in miniatura, dove tutti combattono contro tutti (l’ultima tregua dichiarata probabilmente non durerà a lungo ). Secondo la stampa USA “è lo scontro militare più grave tra Washington e Mosca dalla fine della guerra fredda”. Israele bombarda i giannizzeri iraniani e i turchi rischiano di scontrarsi con gli americani sulla pelle dei curdi. Ancora una volta l’informazione è a senso unico nel risiko siriano: se a Ghouta, sotto le bombe governative, muoiono i bambini, nessuno parla dei quartieri cristiani di Damasco dove l’artiglieria dei ribelli jihadisti centra le chiese e miete vittime. Nelle ultime due settimane, riferiscono fonti attendibili, oltre 700 persone hanno perso la vita sotto i raid. Il Consiglio dei diritti umani dell’Onu, con una risoluzione, ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sull’assedio della Ghouta. Il testo, proposto dal Regno Unito, è stato adottato con 29 voti favorevoli sui 47 Stati che siedono in Consiglio, 4 contrari e 14 astensioni. Se il presidente francese Macron ha chiesto a Putin di fare pressioni su Damasco perché accetti la tregua, il ministero della Difesa russo ha accusato gli americani di aver ignorato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul cessate il fuoco siriano. E in una lettera le suore Trappiste di Damasco che appartengono al monastero italiano di Valserena, hanno chiesto che tacciano le armi e taccia anche “tanto giornalismo di parte”. Infine, si combatte e si continua a morire anche nell’enclave curdo siriano di Afrin, dove secondo i media curdo siriani, l’artiglieria turca ha ucciso 16 civili, tra cui due minori. Insomma, una tragedia che continua e che malgrado gli inviti e i tentativi di cessare il fuoco da parte degli organismi internazionali, prosegue nella quasi indifferenza della informazione mondiale.

Stefania Parisi