L’AIMC e l’attenzione al bene comune
IL SISTEMA politico italiano sta attraversando una delicata fase di transizione politica ed istituzionale. La scollatura tra Paese reale ed il “Palazzo” aumenta sempre più. Il prossimo referendum istituzionale (che si svolgerà il prossimo 4 dicembre) volto a determinare mutamenti sostanziali alla Carta costituzionale ed al sistema elettorale richiede un di più di impegno da parte dei cittadini e del variegato mondo del laicato cattolico. Non è mia intenzione entrare nel merito del referendum e delle conseguenze per il Paese che un eventuale vittoria del “SI” potrebbe generare nel sistema politico italiano. Tuttavia è evidente che l’esito del voto potrà determinare cambiamenti sostanziali al nostro sistema politico e all’assetto degli ordinamenti democratici del Paese. In questo contesto le associazioni del laicato cattolico possono e devono impegnarsi per garantire coesione sociale al paese (al di là di quale sarà l’esito del voto referendario). Non si tratta qui ed ora di fornire ai cittadini di consolidata vocazione cattolica e moderata indicazioni di voto (è bene informarsi attentamente sulle modifiche proposte alla Carta e alla legge elettorale per non lasciarsi fuorviare dalla retorica della propaganda …), quanto di rammentare agli elettori l’importanza di non stravolgere i delicati equilibri tra le istituzioni. L’AIMC rivendica il suo ruolo autonomo rispetto alla politica ma nel solco della sua migliore tradizione storica è pronta a farsi strumento di confronto e dialogo tra i cittadini e le istituzioni. È nostro dovere perseguire il bene collettivo e garantire che i temi dell’istruzione e della scuola (al di là della conclamata retorica dei partiti) non escano dall’agenda politica. Come AIMC possiamo (e dobbiamo) impegnarci per incalzare il governo a garantire i fondi all’istruzione promessi dalla riforma della Legge 107 (meglio conosciuta come la “Buona scuola”).Urge porre fine al sistema dei “posti vacanti” e garantire una continuità coerente tra l’assegnazione delle cattedre e l’inizio dell’anno scolastico (mai come quest’anno le scuole soffrono la mancanza di docenti a dispetto del principio della continuità didattica- che certo non è un totem assoluto ma che in ogni caso andrebbe possibilmente salvaguardata). La politica ispirata laicamente ai principi ed ai valori cattolici-dovrebbe garantire al Paese il progresso sociale e culturale della nazione, riducendo le distanze tra ricchi e poveri. Anche per questo motivo la “res publica” può (e deve) essere contaminata dalle realtà associazionistiche cattoliche (Aimc-Acli- Focolarini- Azione Cattolica-Comunione E Liberazione-Rinnovamento Dello Spirito-Uciim e l’elenco potrebbe lungamente proseguire) al fine di migliorare concretamente le condizioni di vita materiali e spirituali delle persone. Senza una politica in grado di farsi carico delle istanze dei cittadini, rischiamo una progressiva riduzione degli spazi di democrazia. L’AIMC nel suo primo Congresso nazione (svoltosi dal 3 all’8 settembre del 1946) si impegnò a «contribuire alla ricostruzione materiale e spirituale del Paese – con scienza e coscienza, in una visione solidaristica del bene comune per una società fondata sulla giustizia, in funzione della dignità dell’uomo, e per orientarlo a raggiungere il suo fine». A ben pensarci gli obiettivi che i delegati AIMC si proposero di realizzare in quel lontano Congresso conservano una straordinaria attualità. Sarebbe importante e positivo se tali orientamenti trovassero udienza anche nel prossimo Congresso nazionale AIMC che si svolgerà nell’ottobre del 2017, garantendo la continuità del nostro gruppo dirigente nazionale ma anche innestando nuove energie e risorse in seno ai vertici associazionistici. Le radici della nostra storia camminano sulle gambe dei valori espressi dalla nostra Carta costituzionale e della buona politica. È bene non dimenticarlo!
Enzo Cardone
Presidente AIMC sezione di Pinerolo

La vita conta più della politica

 

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