Laura Zoggia racconta come è nata e come opera l’associazione

Svolta_DonnaOgni anno, in occasione della festa della donna, l’8 marzo, il sindaco di Porte, Laura Zoggia, organizza una serata per riflettere sul mondo della donna e specialmente su quella parte di tale mondo che non ha nulla da festeggiare. «Ma solo parlarne non basta – spiega Laura -; ci sono già parecchie associazioni che parlano delle donne, dei disagi e delle violenze che subiscono». L’8 marzo del 2007 la serata “delle donne” è particolarmente profonda: è stato invitato il procuratore della Repubblica e un medico del “Centro supporto e ascolto vittime di violenza – DEMETRA” dell’Ospedale San Giovanni di Torino. L’incontro offre così lo spunto per iniziare a fare qualcosa anche sul territorio pinerolese. E Laura in veste di sindaco donna si attiva. Incontra il direttore generale dell’ASL 10 Giorgio Rabino chiedendo un gruppo di lavoro per il territorio. Le vengono messi a disposizione medici e psicologi. Dopo sei mesi viene attivato anche un numero verde al quale le donne possono rivolgersi per avere dei consulti psicologici, medici e legali. Durante la rassegna dell’artigianato di Pinerolo viene allestito un banchetto di reclutamento di volontarie. Una cinquantina di donne rispondono all’appello e parte un corso di formazione con cinque incontri tematici. «Non è semplice seguire una donna che ha subito violenze e che spesso ha perso anche la propria autostima» commenta Laura. Il 14 gennaio del 2008 è pronto lo sportello a Pinerolo e la speranza è quella che debba risultare… “inutile”. Invece, tra stupore e delusione, solo nel primo anno vengono registrate ben 150 chiamate. Ad oggi superano le 700.
Sul problema della violenza sulle donne il pinerolese è in media con il territorio nazionale. Ma “Svolta Donna”, – questo il nome che le volontarie di Porte hanno scelto per l’associazione – cresce così come le esigenze. All’interno di Svolta Donna nascono dei gruppi come quello della comunicazione e quello che entra nelle scuole per sensibilizzare sulla cultura della nonviolenza.
Ma le donne che si rivolgono a “Svolta Donna” che cosa chiedono? «Principalmente un lavoro – risponde Laura – perché si rendono conto di non avere un’indipendenza economica. Così abbiamo attivato un gruppo che si occupa del sostegno al lavoro. Grazie ad una collaborazione con l’associazione Donne & Futuro di Torino e la società OrtoBra, siamo riuscite a inserire una donna in un tirocinio formativo e una seconda in un progetto lavorativo».
È stato anche sottoscritto un protocollo con l’Asl to 3, grazie al quale, nei fine settimana, si offre un’accoglienza abitativa temporanea a donne che, giunte al pronto soccorso dell’Ospedale Civile a causa delle violenze subite, non intendano più rientrare a casa. Svolta Donna, con il supporto delle associazioni Zonta club e Domus onlus, mette a disposizione le risorse per l’ospitalità, fino a quando i servizi sociali non prendono in carico. Finora cinque donne, di cui tre con bambini, hanno usufruito di questo servizio attivato il 22 dicembre 2011.
Un medico del Pronto Soccorso ha affermato che è stato il suo più bel regalo di Natale. «Non avrei saputo dove mandare le donne ricoverate durante le feste – ha spiegato -. In pronto soccorso non possono sostare e inoltre sarebbero facilmente rintracciabili».
Il fiore all’occhiello di “Svolta Donna” è rappresentato dalla “rete” di cui fanno parte comuni, enti, associazioni, ordine degli avvocati e degli psicologi, che hanno sottoscritto l’intesa. «Insieme, uniti da un ideale comune – conclude Laura – siamo una grande squadra con la porta sempre spalancata ad accogliere nuovi soggetti che vogliono lavorare insieme».

Cristina Menghini