MAGGIOLIBRIMaggio è il Mese del Libro; e all’insegna del motto Leggere fa Crescere, la manifestazione nazionale “Il Maggio dei Libri”attiva le proprie più varie iniziative da quando è nata (tre anni fa) anche in Piemonte (sebbene l’àmbito piemontese partecipi con eventi meno numerosi, quantitativamente, rispetto ad altre regioni: soltanto 27 a confronto dei 33 della Liguria o dei 107 del Veneto, e quindi delle tre quote più alte nella penisola costituite dai 124 di Lombardia, 149 in Umbria, e 168 del Lazio.

Dalla sua partenza nel 2011, il programma nazionale di Maggio Libri ha ottenuto consensi e sviluppi ovunque sul territorio italiano, attivando esperienze correlate nelle forme maggiormente ampie e variegate, di cui anche la “Torre di Libri” che si svolge a Torre Pellice può considerarsi una delle corrispondenze locali di maggiore tipicità.
Sempre in Maggio poi, si tiene – dal 1988, e a Torino – il Salone del Libro, grande evento internazionale analogo a quello tedesco della Fiera di Francoforte.
È stato proprio curiosando, nei giorni scorsi, tra tavoli e scaffali della Libreria Claudiana a Torre Pellice che mi sono imbattuto in un altro analogo motto augurale sulle benefiche proprietà librarie indicate anche nell’epìteto di Maggio Libri; nello sguancio interno di una finestra del negozio, rivolto alla vetrina, risaltava, isolato e vivace nella sua colorata impaginatura, un piccolo manifesto con l’immagine di due strani uccelli beccuti accompagnanti una assertoria frase esortativa: «Chi legge spicca il volo».
Una affermazione che mi ha portato a riflettere sulle effettive qualità – globali – della lettura, in questa epoca odierna della informazione amplificata (ammassata e confusionaria) e della comunicazione testuale di massa, ampiamente intasata da pubblicazioni di ogni genere.
Certamente leggendo si può crescere o perfino volare, però solamente se ci si rapporta alla lettura di un libro buono, giusto, e – perché no – anche sano e istruttivo, o bello e piacevole. Ho una certa perplessità nell’usare questi termini forse troppo perentori che qualcuno – sempre nella attuale cultura di massa distratta e spesso acritica – può ritenere desueti e superati o perfino moralistici. Tuttavia non tutti i libri posseggono la sensazionale magia di creare prodigi intellettuali ed emotivi come progredire ed elevarsi, o dare anche solamente soddisfacimento o istruzione, contentezza o passione.
Parecchi (anche soltanto per il modo come sono scritti e per i contenuti che affrontano e propongono) hanno il potere di esercitare perfino sentimenti devianti e regressivi, e portare – con impreviste o inappropriate interpretazioni – a sentimenti incongrui, frustranti o deprimenti, quando non fatalmente deleteri.
Il sapere leggere è, in fondo, un’arte, e deve venire esercitato con consapevolezza (se non con determinazione e accortezza): per quanto sempre – ovviamente – nella piena libertà individuale delle scelte e delle convinzioni.
Tornando alla Claudiana, anche negli scopi iniziali della sua nascita quale casa editrice nell’ormai lontano 1855 in quanto emanazione della svizzera Società per i Trattati Religiosi d’Italia, la “sua storia nasce” (si legge nell’Atto di Fondazione) con «lo scopo di pubblicare e diffondere scritti destinati a far conoscere in Italia i veri principi e la pura morale dell’Evangelo», ovvero con un intento di preciso – e circostanziato – indirizzamento etico e sociale, del tutto condivisibile o no e comunque riprendendo programmaticamente la propria denominazione dal grande Vescovo di Torino Claudio Clemente, vissuto in epoca carolingia ed operante tra Piemonte e Liguria, che si era distinto allora per una convinta riforma ecclesiastica di tipo semplificatorio ed iconoclastico tanto da venire riconosciuto come “un precursore del movimento evangelico” moderno; avendo egli deciso – nell’824 – di attuare nella propria diocesi una radicale trasformazione istituzionale, nelle modalità liturgico-formali della sua comunità ecclesiale. A parte queste sue qualità pastorali piuttosto note, meno conosciuta di lui è la indomita attività guerriera (evidenziata dal documentarista ligure Nino Allaria Olivieri) quale strenuo difensore della “Riviera Ligure da Albenga a Savona contro le invasioni saracene” della propria epoca, per la quale ha ricevuto la insolita fama, nella storia cronachistica del primo Medioevo, di Vescovo-Conte.
Diversamente dall’iniziale impegno propositivo (costantemente proseguito fino al “grosso cambiamento” attuato nel 2008 di privatizzare la Libreria), la Claudiana di Torre Pellice non si occupa più di una prevalente opera di “divulgazione del pensiero protestante” per cui è sempre stata universalmente conosciuta e rinomata vendendo libri di “storia e pensiero della Riforma in Italia ed Europa” e di “teologia protestante”; adesso ha aperto la sua azione libraria ad una inclusione di un più generale repertorio di pubblicazioni, comprendendo quella complessità di testi e di lettura appartenenti all’odierno mondo globalizzato, che si è ultimamente ingigantito anche nel settore della informazione e della cultura, e della appartenenza religiosa.
La nuova società MAuS, condotta da Massimo e Stefano Gnone, ha impostato una diversa attività di azienda “totalmente rinnovata nello stile e nella scelta editoriale”, non rinunciando comunque alla tradizione istitutiva e storica precedente, “pur rimanendo fedele ai propri valori di laicità e libertà” nelle proprie caratteristiche di impostazione propositivo-operative.
Come dicevo all’inizio, la nuova Libreria Claudiana di Torre ha attivato nella sua località di origine la manifestazione Una Torre di Libri che tende a promuovere la lettura di qualità, invitando importanti scrittori e critici a parlare delle più importanti novità editorial-librarie, iniziando proprio questo mese di Maggio con una Anteprima eccellente: rivolta a Umberto Eco, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria.

Corrado Gavinelli