Maggio 2014

Ci sono debiti di gratitudine, sentimenti di stima e di affetto per persone che non abbiamo incontrato, ma le cui opere sembrano conoscerci e rispondere alle nostre esigenze più profonde.

Ciò che rende un’artista eterno è la sua capacità di ridestare l’umano e dar voce ai desideri più complessi dell’individuo. La fama di Tolkien, autore de ‘Il Signore degli Anelli’ e ‘Lo Hobbit’, è dovuta non tanto alla storia raccontata nei suoi romanzi, quanto ai valori che questi trasmettono, così nobili da desiderare di farli nostri.

J.R.R.Tolkien, classe 1892: professore, filologo, storico, cattolico, scrittore. È possibile inserirlo in diverse categorie professionali e accademiche. Ma nessuna darebbe giustizia a ciò che fu realmente: una persona vera, innamorata della vita. Del mondo, delle sue creature e del loro Creatore.

L’umanità immensa di Tolkien si trova soprattutto nelle sue lettere, pubblicate in un volume dal titolo “La realtà in trasparenza”. Qui compaiono le sue corrispondenze- con la moglie, i figli, i datori di lavoro, gli amici- dal 1914 al 1973, anno della sua morte. Tolkien appare nella sua vera essenza: innamorato della natura, curioso verso la realtà in tutta la sua ampiezza, con uno sguardo sempre commosso verso la bellezza che permea il mondo. Una fede nella bontà, di Dio e dell’uomo e una speranza aleggia in ogni pagina che pur non risparmia le tristezze e la crudeltà della vita, che in quel periodo affrontò le due guerre mondiali.

Le lettere sono un viaggio nel cuore di un uomo: semplice, colto, determinato, allegro. Un viaggio attraverso un’anima ricca, piena, inesauribile; fonte di curiosità per una vita, quella di Tolkien, fedele alla bellezza e alla letizia del mondo.

Pubblicando le sue lettere, il figlio Christopher Tolkien e lo scrittore Humprey Carpenter, hanno messo a disposizione  un tesoro inestimabile: un amico realmente umano, una persona di cui spesso si sente la mancanza.

Simona Valcarenghi

tolki