Un celebre film, interpretato da Jane Fonda, si intitolava: “Non si uccidono così anche i cavalli ?”. In realtà, muoiono di competizione e di sfinimento da secoli anche i cani, addestrati a gareggiare, a combattere per arricchire i loro avidi proprietari. Dedbone’s Hole è uno dei posti peggiori in cui può nascere una cucciolata, il campo lager dove si allevano i greyhound destinati alle corse. Furgul e le sue sorelline, Nessa, Eena e Brid, sono dei lurcher, il frutto degli amori intercorsi tra una campionessa di razza, una levriera elegantissima, Keeva, e uno spavaldo quadrupede fuorilegge, pastore irlandese, Argal. Ma nessuno di loro ha i requisiti per diventare una star. Sono degli incroci, dei meticci e ciò rende incerta la loro sorte. “Doglands” è un romanzo epico: una pagina dopo l’altra, vediamo Furgul impegnato a correre come il vento verso la libertà. Pronto a destreggiarsi con coraggio, sfuggendo alle insidie del veterinario che vorrebbe castrarlo, all’accalappiacani che sta per catturarlo, alla spocchia degli igienisti del centro commerciale. Finché troverà la Doglines: i sentieri tracciati dalle orme sagge dagli antenati, i lupi, fieri e indipendenti.

Una splendida saga a quattro zampe. “Doglands”, scaturito dalla geniale fantasia di Tim Willocks, è stampato da Sonda: costa 14 euro e ha 222 pagine. Da non perdere.

Edi Morini