Desolante performance di Luciana Littizzetto AGD –C’era attesa a Torino per il programma-spettacolo di Fazio e Saviano, nelle Officine grandi riparazioni, in onda su La7. Uno scenario in sintonia con le parole, portate in scena per riparare i guasti del nostro Paese, per denunciarne i drammi come quello dei suicidi causati dalla crisi economica. Li ha ricordati la figlia di un imprenditore veneto che, quando ha capito che non avrebbe mai più potuto pagare gli stipendi ai dipendenti, si è impiccato. Ma a sfregiare e umiliare quanto lo spettacolo voleva costruire è arrivata nella prima serata la Littizzetto. Con un linguaggio pesante, di una volgarità assurda e inutile nelle sue ispezioni anatomiche degli organi maschili e delle funzioni fisiologiche femminili, nell’esibizione di mutande e di tanga ha disperatamente cercato di far ridere. E ci ha fatti piangere. Per l’offesa all’eleganza e all’intelligenza che ha sempre, anche nei momenti difficili, contraddistinto Torino, perchè dopo il dolore della figlia del padre suicida non si può passare ad una comicità così demenziale. Che offende la dignità di quei suicidi, della madre venuta a ricordare la tragedia di Beslan, delle vittime della ’ndrangheta di cui ha parlato nei monologhi Saviano. Sarebbe stato veramente un segnale importante se il sindaco Fassino, presente allo spettacolo, si fosse alzato e se ne fosse andato. Per rispetto a quei morti, per rispetto ai drammi portati in scena, per rispetto ai cittadini che rappresenta.

Mariapia Bonanate Luciana Littizzetto