Un libro per l’estate Leggendo le pagine de “La leggenda del Re di pietra” si viene calati in una fiaba. Come tutte le fiabe anche questa è dedicata ai bambini ma sono molti gli spunti di riflessione per gli adulti. Il protagonista è il Monviso, il Re di pietra perché anche se non è la montagna più alta dell’arco alpino, si “staglia solitario in fondo alla grande pianura (…) come un triangolo che si erge d’improvviso lungo il profilo dei monti”. Il Monviso dialoga con i suoi amici venti (dell’est, dell’ovest, del sud e del nord) che descrivendogli il mondo gli permettono di conoscere ed immaginare terre, paesaggi, cieli e stelle che non potrà mai vedere. È un viaggio immaginario condotto all’interno della geografia, geologia, astronomia, antropologia culturale ed evoluzione umana. Proprio per questa ragione oltre ad essere una piacevole lettura, questo racconto può essere considerato come testo didattico. Attraverso un linguaggio specifico ed estremamente competente l’autrice Silvia Bonino fa capire l’importanza dell’utilizzo appropriato delle parole, ma forse questo aspetto può risultare un po’ difficoltoso per la lettura di un bambino. Il Re parla del mondo, della sua evoluzione e di come sia cambiato con la comparsa degli uomini. Quando li vede per la prima volta ne rimane totalmente affascinato. Essi sono diversi da tutti gli altri animali per il modo di camminare, di comunicare con un linguaggio complesso ed articolato, per il fatto che riescano a gestire il fuoco, per il rapporto particolare che hanno con la morte… però compiono azioni negative e poco comprensibili, come fare la guerra. Non sapendo calcolare il trascorrere del tempo, un giorno il Monviso si rende conto che i suoi sudditi si sono estinti e la vegetazione torna ad impossessarsi della sua pianura come all’inizio dei tempi. Ma in un altro dì non bene specificato agli uomini è data una seconda possibilità…
Degne di menzioni le efficaci e suggestive illustrazioni di Luigi Carbone.

Ilaria Rigo

Silvia Bonino, La leggenda del re di pietra, Edizione Araba Fenice, maggio 2011 La copertina del libro di Silvia Bonino