Pinerolo. Le opere di un grande scultore sono in attesa di sistemazione Da restare senza fiato. È la sensazione che l’ospite ha, visitando l’abitazione di Graziella Dotti, palazzo storico nel cuore di Pinerolo. Gentilissima, l’artista ci ospita per una visita. Un caffè in compagnia della pianista Stefania Salvai e poi andiamo a vedere “di là” dove custodisce un piccolo tesoro. Le due si scambiano un’occhiata d’intesa e d’un tratto mi sento più che semplice inviato: un fortunato iniziato. La tenda si scosta e appare un mondo. È lo studio dove ha lavorato Luigi Aghemo. Bozzetti in gesso di tutte le dimensioni vivono quasi di vita propria. Ne riconosco alcuni. Li ho visti in bronzo altrove: il bozzetto in gesso del monumento alla maschera di ferro collocato sul piazzale di San Maurizio e poco oltre il calco del cavaliere che fa bella mostra di sé all’ingresso del museo della Cavalleria. Si tratta del Santorre di Santarosa realizzato nel centenario dell’unità nazionale (1961) per ricordare il ruolo di Pinerolo nei moti del 1821. Scorgo da un lato anche un medaglione di un volto famigliare. È il ritratto di Marro. Il bronzo è esposto nella scuola pubblica di Villar Perosa. Percorrendo la stanza mi si para davanti niente meno che il busto del senatore Agnelli. Il bronzo relativo si trova a Villar Perosa di fronte al Municipio. Di questo grande artista molti vedono le opere. Pochi però lo conoscono.
Graziella Dotti è anche lei artista e fu allieva di Aghemo. Mostra i suoi quadri nella sala accanto. Di fronte a una mimosa dipinta con ampie sfumature viene istintivo avvicinarsi per sentirne il profumo. A un violino ancora incompleto sulla tela manca solo il suono… Ma l’invito rivolto alla nostra redazione non riguarda le sue opere, che pure meritano attenzione. La sua preoccupazione è un’altra. I bozzetti e le opere di Aghemo hanno bisogno di “trovare casa”.
La Dotti si trova da tempo nell’impossibilità di continuare a conservare i lavori del maestro.
“Il Comune di Pinerolo – spiega – avrebbe a disposizione il piano superiore della pinacoteca di Palazzo Vittone ma si tratta di sistemarla. L’opera, a quanto pare, è costosa e per ora non se ne è fatto nulla. Poiché queste opere non vadano perse e possano essere a disposizione di tutti, l’appello è che si possa trovare una sistemazione permanente”.
Graziella la pensa così: l’arte è per tutti ed è gratuita. Ci lasciamo con un arrivederci e con la carica positiva che proviene dall’arte e dal bello. La speranza è quella di trovare soluzioni concrete per la sistemazione dello studio di Aghemo: che molti possano godere di un patrimonio custodito così generosamente da chi dell’arte ha fatto un motivo di vita.

Ives Coassolo Uno dei bozzetti di Aghemo