Sabato 7 settembre 2013

Carissimi lettori di Vita, vi rivolgo tre inviti.

Il primo. Non dimentichiamo il mondo in fiamme a causa della guerra. Il pensiero corre subito alla Siria che vive ore drammatiche per un imminente attacco militare. Prevarrà la logica della ragione? Quante volte attacchi cosiddetti “limitati” o “chirurgici” si sono trasformati in guerre durate più anni. In questi ultimi giorni Papa Francesco ha ribadito, anche nella lettera inviata al presidente Russo Vladimir Putin, che la via del dialogo e della negoziazione fra tutti i componenti della società siriana, con il sostegno della comunità internazionale, è l’unica opzione per porre fine al conflitto che ogni giorno causa la perdita di tante vite umane. Se fosse, poi, accertato l’uso di armi chimiche questo sarebbe un crimine contro l’umanità con gravissime conseguenze nei confronti di chi l’ha perpetrato.
In questa tragedia della guerra siriana non va dimenticato il calvario di tanti bambini: quelli morti sotto i bombardamenti, quelli mutilati e quelli rifugiati all’estero. Questi ultimi sono oltre un milione, strappati alle loro famiglie di fronte ad orrori indescrivibili.
Lo scenario delle guerre si moltiplica e si ingigantisce se si osserva il continente Africano. Le violenze in Egitto non diminuiscono nonostante la scarcerazione di Mubarak, si riaccende lo scontro nel Nord Kivu (Congo) e dilaga la violenza nel nord-est della Nigeria, come pure c’è ancora una grave instabilità nella Repubblica Centroafricana. Il doloroso elenco si allungherebbe se lo sguardo si affacciasse ad altre parti del mondo.
Mi piace, come segno di speranza, richiamare – a cinquant’anni di distanza – il famoso grido di Martin Luther King: “I have a dream” al termine della marcia culminata a Washington il 28 agosto 1963. «Ora è il momento di fare della giustizia una realtà per tutti i figli di Dio» disse nel suo discorso. Purtroppo non si è ancora avverata la sinfonia della fraternità in tante parti del mondo. Per questo dobbiamo riaffermare, con Papa Francesco, che «la guerra è pazzia. È il suicidio dell’umanità». E soprattutto pregare. La preghiera certamente alimenta e rafforza la speranza. Per questo, accogliendo l’invito di Papa Francesco, ho chiesto a tutte le parrocchie che nelle Messe di sabato e di domenica, 7 e 8 settembre si preghi per la pace in Siria e nel Medio Oriente.

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II secondo invito riguarda l’attenzione alla 47a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani dal tema: «Famiglia, speranza e futuro per la società italiana». Bisogna credere nella famiglia fondata sul matrimonio. È la forza di una Nazione e della società. La Settimana Sociale che si terrà a Torino dal 12 al 15 settembre sarà come un laboratorio di idee e di iniziative per formare una cultura che crede nella famiglia e la difende. C’è la speranza che queste giornate offrano un input perché il nostro Governo abbia più attenzione alla famiglia, elaborando strategie di sostegno e offrendo servizi perché essa sappia respirare un clima di serenità e di fiducia di fronte al futuro.
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II terzo invito riguarda la partecipazione agli appuntamenti di inizio Anno Pastorale: la conferenza di monsignor Enrico Solmi (giovedì 19 settembre), la festa delle famiglie (domenica 22 settembre) e gli incontri zonali nelle settimane seguenti. Sottolineo l’importanza del partecipare. È segno di comunione e di corresponsabilità. Significa che ci prendiamo a cuore il cammino della nostra Chiesa che, nel nuovo Anno Pastorale, mette ancora al centro la famiglia, soprattutto osservata nel suo sorgere, cioè nel tempo del fidanzamento. Abbiamo iniziato l’anno pastorale con i pellegrinaggi zonali al Santuario. La Vergine Maria, Madre della divina Grazia e Regina della pace, benedica il nostro lavoro e il nostro impegno.

 

+ Pier Giorgio DEBERNARDI

vescovo