Commento al Vangelo della X Domenica del Tempo Ordinario a cura di Carmela Pietrarossa.

Non piangere! (Lc 7, 11-17)

Il vangelo del giorno ritrae Gesù mentre cammina per le strade di Naim insieme ai suoi discepoli e a molta folla, allorquando si accorge di una donna, vedova, che segue il feretro del suo unico figlio.

E’ rimasta sola, non ha più nessuno! Gesù sente compassione per lei, per questo si avvicina e tocca la bara, dicendo: “Ragazzo, dico a te, alzati!”.
Si susseguono, quindi, una serie di verbi riferiti a Gesù, che, richiamati, ci aiutano ad entrare nella scena: camminare, vedere, essere preso da compassione, avvicinarsi, toccare la bara, dire.
Egli riconosce la sofferenza di questa donna e, innanzitutto, le si fa vicino per poi intervenire. E’ un dirle, prima ancora di operare il prodigio: “Io ci sono”.
Pensiamo ai tanti morti che camminano per le nostre strade, persone schiave di vizi di vario genere o ormai prive di speranza per le gravi situazioni familiari o lavorative che si trovano a dover affrontare. Di tutti costoro Gesù sente compassione, (cum patire, soffrire insieme), cioé soffre insieme a loro, dicendo loro con un imperativo: Alzati, abbi fede, non smettere di sperare, io sono coVedova di Naimn te.
Applicazioni per noi:
Quali sono nel mio ambiente di lavoro o nei miei luoghi di frequentazione “i morti” che non aspettano altro che una parola o uno sguardo da me? Quanto dimostro in concreto di “esserci” nelle situazioni dolorose che stanno vivendo? A volte anche una telefonata potrebbe risollervarli dalla tristezza del loro cuore.
Potrei, però, essere io a sperimentare sulla mia pelle disagi di vario genere che rigano il mio volto di lacrime; anche a me, allora, Gesù ripete: “Non piangere!”