Carissimi amici,
vi regalo una frase che mi ripeto sovente. Dice così: «L’uomo moderno pensa di perder tempo quando non fa le cose in fretta. Tuttavia non sa poi cosa fare del tempo risparmiato se non ammazzarlo» (E. Fromm). Siamo tutti di fretta e incontriamo ogni giorno persone di fretta. Gli impegni, le scadenze, i ritmi di lavoro ci fanno andare di fretta. Così siamo costretti a mangiare di fretta, a fare la spesa di fretta, a far visita ai parenti di fretta, a guardare una mostra di fretta. Questo ritmo è legato all’efficienza: bisogna fare tanto e subito. A poco a poco diventa uno stile di vita e di pensiero. Ci prende talmente che finiamo col vivere “di fretta” anche le relazioni. Le nostre relazioni diventano superficiali perché non abbiamo tempo per parlare; ci limitiamo a frasi essenziali, che comunicano informazioni, ma non avvicinano cuori. Ci parliamo senza stare vicini a lungo, per avere il tempo di raccontarci ed ascoltarci; per avere il tempo di ascoltare il “non detto”; per dare tempo al nostro cuore di sentirsi accolto dall’altro e poter aprirsi con fiducia. In questa fretta le relazioni si appiattiscono, diventano senza colore e senza calore. Possono funzionare, ma a poco a poco diventano asfissianti. Le relazioni non amano la fretta. Per viverle occorre “spendere tempo”, occorre “avere tempo”. In particolare è fondamentale vincere il meccanismo della fretta che ci abitua ad essere con la mente sempre altrove: faccio questo, ma con la mente già penso a ciò che mi aspetta fra poco. La relazione ci chiede di essere lì, con quella persona, totalmente lì con la testa e con il cuore. Le vacanze servono per “spezzare il ritmo”, per darci una pausa, per cambiare marcia, per aiutarci ad uscire dalla schiavitù del tempo. Le vacanze sono giorni per vincere il “tutto di fretta”, riprendendo in mano la nostra vita, riscoprendo le motivazioni che la sorreggono, riguardando i colori che la animano. Di corsa non si vede quasi nulla; solo rallentando possiamo ammirare il paesaggio e i volti che ci circondano. Le vacanze sono soprattutto un’occasione per riscoprire le relazioni. Possiamo applicare alle vacanze quanto Giovanni Paolo II diceva della domenica: «Attraverso il riposo domenicale le preoccupazioni e i compiti quotidiani possono ritrovare la loro giusta dimensione; le cose materiali per le quali ci agitiamo lasciano posto ai valori dello spirito; le persone con le quali viviamo riprendono, nell’incontro e nel dialogo più pacato, il loro vero volto. Le stesse bellezze della natura possono essere riscoperte e profondamente gustate». Ti auguro giorni di vacanza così. Per ridare gusto e spessore alle tue inevitabili giornate di fretta. Ricordando che il Buon Dio per te ha sempre tempo, ha sempre tutto il suo tempo. Buona estate.

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