Commento al Vangelo della XXVI Domenica del Tempo Ordinario, 
a cura di Luca Rubin.  28 settembre 2014

Un uomo aveva due figli (Mt 21,28-32)

 

vignaIl vangelo di oggi inizia dicendo “Un uomo aveva due figli”. Se ti ricordi la parabola del figliol prodigo, inizia con le stesse parole. In entrambi i casi, tutto è incentrato sulla relazione di questi due figli con il loro padre.
Lo stesso ordine “Figlio, oggi va a lavorare nella vigna” è rivolto ai due fratelli, prima a uno poi all’altro: la relazione affettiva è sempre singola, personale, unica, e richiede una risposta personale.

Vediamo due atteggiamenti diversi: Si vado (anzi no, non ci vado); no, non ci vado (dai, è meglio che ci vada). Gesù chiede chi dei due realizza la richiesta del padre? Ovviamente il primo…
Spesso questi due figli non sono due persone distinte: convivono dentro ciascuno di noi, lottano tra loro, danno risposte contrastanti, ci trascinano nelle loro scorribande. Il centro di tutti i loro sforzi è il padre, pro o contro.
Tutto sommato pensi di avere una vita di fede discreta: davvero vuoi donare tutto te stesso al Signore, e compiere pienamente la sua volontà, ma… hai mai vissuto una fatica nel tuo cammino di fede, quando ok, Gesù ti voglio bene, però no, questa cosa non te la offrirò mai, è mia e basta! Poi pensandoci dici: “Dai, potrei donare anche questo al Signore”… Non è lo stesso atteggiamento dei due figli? Qualche volta vince il primo, qualche volta il secondo.
E il padre? Povero padre… lui ama e basta, desidera il bene di quei due figli, vede tutte le loro fatiche, imperfezioni, bugie, ecc… Come nella parabola del figliol prodigo, il padre è il punto di equilibrio di tutta la parabola. Apparentemente sembra immobile, ma non fa che andare incontro ai suoi figli, a spronarli, a redarguirli, ad amarli.

“I pubblicani e le prostitute vi passano avanti”: passano avanti anche ai due figli, e sapete perché? Perché mentre i due figli stanno lì a sfogliare la margherita del “vado, non vado”, gli altri, per quanto dediti al male possano essere, incontrano davvero l’amore del Padre, lasciano alle loro spalle il cumulo di miserie e si buttano a capofitto in questo cammino, senza tentennamenti.
Allora le domande di questa domenica potrebbero essere: lo hai davvero incontrato l’amore del Padre? Ne hai fatta esperienza profonda? Il suo amore ti ha mai lasciato a bocca aperta e senza parole?
Non temere: come vedi dal vangelo, il Padre è sempre lì, pronto ad attenderti. Dai, corri. Poi andiamo insieme a lavorare nella vigna, domani però, che oggi è domenica!

E che sia una buona domenica per te e per la tua famiglia.