Riflessioni sul vangelo della IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
a cura di Luca Rubin

 

Un insegnamento nuovo (Mc 1,21-28)

 

Penso sia successo anche a te. Qualcuno che neppure conosci, o che conosci a malapena ti si accosta e inizia a sciorinarti regole e dottrine, a importi stili di vita, a offrirti consigli non richiesti, a dire che se non fai come dice lui sei tutto sbagliato.

Poi succede che incontri un amico, che cammina con te, ti ascolta, sorride e piange con te, soffre per le tue disavventure, e mettendoti una mano sulla spalla cerca di scrutare l’orizzonte per trovare, insieme a te, una via di uscita, una soluzione, fosse anche un minuscolo spiraglio di luce in quella notte che morde la tua vita.

Il primo vuole a tutti i costi esserti maestro, insegnare, ergersi in cattedra, e dire, per il tuo bene, certamente, che stai sbagliando tutto; il secondo invece si fa tuo compagno di viaggio e senza cattedra né lavagna, ti dice che non sei solo, ti guida e ti tutela, ti è amico. Non so tu, ma in questo secondo caso io rimango sempre stupito, meravigliato, col cuore gonfio, commosso di tanto bene nei miei confronti. Anche perchè questa vicinanza si trasforma in qualcosa di concreto, di pratico, di tangibile: no, non sono solo parole.

“Egli insegnava loro come uno che ha autorità”. Cosa significa autorità? Che quanto insegnato non è nozionismo sterile, regole disincarnate, dettami illusori, regole vane, ma in quell’insegnamento è contenuta tutta la vita del maestro, tutto il suo cuore, la sua essenza. Nel film “Wonder”che viene trasmesso in questi giorni al cinema, c’è una frase di Henry Ward Beecher, politico statunitense, che dice così: “La grandezza non risiede nell’essere forti ma nel giusto uso che si fa della forza. È il più grande colui la cui forza trascina il maggior numero di cuori grazie al richiamo del proprio.” E in questa citazione vi è tutto il senso del vangelo di oggi.

Il mio blablabla non serve a nessuno, anzi, è di danno, di stress. Il mio essere prossimo invece edifica l’altro, consola chi mi è vicino, rende il mondo un luogo migliore. Gesù in-segna, segna dentro, e caccia fuori il male che alberga nel cuore dell’uomo. La sua autorità non è una voce tonante o muscoli d’acciaio, ma le sue mani tese verso di noi, e stese sul legno della croce, cattedra di salvezza e lavagna in cui vi è scritto tutto l’amore di Dio per te. E ora inizia la lezione con Lui.