21 ottobre 2014

Domenica 19 ottobre è la Giornata Missionaria Mondiale; si conclude la prima parte del Sinodo sulla famiglia e, in piazza San Pietro, papa Francesco beatifica Paolo VI. Una giornata densa, che ci fa sentire il respiro universale della Chiesa.
Il comando di Gesù: «Andate: ecco io vi mando» è perentorio. Tutti siamo inviati. La dimensione missionaria del cristiano scaturisce dal battesimo e attraversa tutta la vita.
Vi invito a pensare, in modo particolare, ai nostri missionari: suore, preti, vescovo che partiti dalle nostre terre, ora svolgono il loro ministero a volte in mezzo a rischi e pericoli; in Nazioni dov’è in atto – da anni – una guerra fratricida.
Preghiamo perché si ridesti nelle nostre comunità lo spirito missionario. Più siamo aperti alla mondialità, più cresce il desiderio di andare verso le periferie vicine e lontane. Non dimenticando che dove c’è intensa vita di comunione, lì sorgono anche genuine vocazioni religiose e laicali alla missione.
La Giornata Missionaria è anche l’occasione per sostenere le Pontificie Opere Missionarie, partecipando così con le nostre offerte a sostenere le giovani Chiese nei Paesi poveri. (Ricordo che le offerte che si raccolgono in questa domenica devono essere devolute alle Pontificie Opere Missionarie).
Voglio anche richiamare l’attenzione alla prossima festa dei Santi. Il nostro sguardo va a quella schiera immensa – che nessuno può contare – di uomini e donne di buona volontà, che fedeli alla propria coscienza e al Vangelo sono entrati per sempre nella vita di Dio. Vi invito a ricordare prima di tutto i santi della vostra famiglia. Quante persone generose e buone vi hanno lasciato esempio di rettitudine e di amore al Vangelo! Sono i nostri “santi domestici” che ci spronano ogni giorno a tendere alla santità.
La festa dei santi, unita al ricordo di tutti i nostri cari defunti, diventi giorno in cui le nostre famiglie si trovano insieme per pregare, per rafforzare i legami di sincera fraternità e, se fosse necessario, a offrirsi il perdono per ritornare a vivere in amicizia e comunione.
A tutti auguro di valorizzare queste ricorrenze per rafforzare sempre più l’appartenenza alla Chiesa e gustare le semplici gioie che la vita familiare ci offre.

+Pier Giorgio Debernardi

sinodo sulla famiglia