Il santuario è situato su un monticello dominante una parte della val Po nel comune di Crissolo, ed è il santuario martiriale della diocesi di Saluzzo.

Narra la leggenda che il 18 novembre 522 d.C. un contadino, mentre stava arando il suo campo posto nelle vicinanze di un profondo burrone, assistette alla caduta dei suoi buoi per molti metri per ritrovarli sani e salvi sopra il sepolcro del Martire. Ma chi era san Chiaffredo? Secondo la tradizione popolare, fu soldato della Legione Tebea, martirizzato nelle vicinanze dell’attuale santuario. I primi documenti che attestano l’esistenza di una chiesa risalgono al 1375. Grazie a questa leggenda in esso sono custoditi numerosi quadri votivi donati al santo come ringraziamento per le “Grazie Ricevute” di scampato pericolo, in merito a numerosi incidenti realmente accaduti ai devoti. Chi visita la chiesa si rende subito conto della popolarità di questo santo, infatti, nonostante i numerosi saccheggi dei secoli scorsi, si possono contare ancora un migliaio di quadri ex voto che ornano le pareti del Santuario. La popolarità del santo ha varcato i confini grazie alla devozione dei numerosi emigranti che dalla Valle Po si sono trasferiti in paesi europei e nel sud America dove sono presenti numerose chiese a lui dedicate. Nel 1593, per evitare che le reliquie venissero profanate, furono trasferite prima a Staffarda e poi nel 1642 nella cattedrale di Saluzzo dove sono ancora attualmente conservate. Proprio in questa occasione san Chiaffredo fu proclamato patrono della città e della diocesi di Saluzzo. Il santuario di san Chiaffredo fu eretto nel periodo compreso tra il 1440 e il 1441 per opera di Ludovico I° Marchese di Saluzzo sulle fondamenta dell’antica chiesetta. Nel 1548 Enrico di Francia prese possesso di Saluzzo e di tutto il Marchesato e nel 1551 lo ampliò con la costruzione della navata centrale a cura di Francesco Caglia di Milano. Negli anni a seguire il santuario fu protagonista di molte vicissitudini dall’occupazione militare di Carlo Emanuele I° ai crolli provocati dalle nevicate. Nel 1902 si mise mano alla ostruzione dell’attuale facciata, purtroppo con la distruzione di affreschi del ‘500. L’ultimo sostanzioso restauro risale agli anni 1975-76 con la sistemazione della volta centrale gravemente danneggiata dalle nevicate del 1972. La festa si celebra la prima domenica di settembre.

Davide De Bortoli

San Chiaffredo