Inizia con il mercoledì delle ceneri il tempo di Quaresima che orienta il nostro cammino – con un impegno di conversione – verso la Pasqua. Vi invito a percorrere questi quaranta giorni con la volontà di mettere Dio al centro della vostra vita.

Fin dal primo giorno sentiremo le parole del profeta Gioele: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti» (2,12). È un comando che il Signore ci rivolge anche oggi. Dobbiamo vincere la nostra insensibilità e apatia, a volte anche le nostre ribellioni per ascoltare questa voce divina ed intraprendere un cammino di conversione. Quanto bisogno abbiamo di ricevere le ceneri sul capo per ricordarci che siamo polvere! «Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai».

Ÿ – La Quaresima è come una grande scuola di saggezza. Impariamo a vivere non con superbia ed orgoglio, ma partendo dalla nostra fragilità e debolezza. Solo riconoscendo questa nativa condizione possiamo intraprendere un sincero cammino di conversione. I mezzi che la tradizione biblica ci suggerisce sono: il digiuno, la preghiera e carità fraterna. Mezzi semplici, ma nello stesso tempo sicuri perché ci fanno giungere alla meta, cioè la conversione della mente e del cuore. Occorre, però, non disgiungerli: tutti e tre vanno praticati insieme.

Ÿ – Vi raccomando di valorizzare le iniziative proposte sia dalle parrocchie sia in diocesi (le Conferenze quaresimali e gli Esercizi spirituali). Ci aiutano a cercare strade di autentica fraternità vivendo il comandamento dell’amore. Digiuno e preghiera devono portarci ad una significativa condivisione dei beni. La Caritas diocesana ci propone un’attenzione alle povertà di casa nostra (e sono tante!) come anche a concludere il progetto di costruzione della scuola intitolata a don Barra in Burkina Faso.

Auguro a tutti buona Quaresima, lasciandoci affascinare, fin dall’inizio, dalla luce della Pasqua.

 

+ Pier Giorgio Debernardi

 

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