Anno della Fede. Pubblicato un nuovo libro di don Omar José Larios Valencia.

Gli scritti sulla preghiera nel corso dei secoli sono stati molti, ma oggi pochi vi accedono anche per le difficoltà della lettura dei testi. Don José Omar Larios Valencia, presbitero della Chiesa pinerolese, ha voluto riproporre questo tema con il linguaggio di oggi, presentando la preghiera come “arte” che apre alla gioia ed all’amore.

Varie sono le strade che portano a Dio e che sono, oltre a quelle dell’esperienza poetica e dell’attività artistica, la scelta di una “vita buona”, la testimonianza degli amici di Dio, ma è la preghiera che ci fa compiere il passo più alto. Chi ha fede conosce Dio, perché sente la sua presenza, anche la sua apparente assenza. A volte lo sente vicino ed apre con Lui un grande dialogo, a volte gli sembra lontano e silenzioso e questo procura sofferenza. Comunque, attraverso la preghiera, il cristiano intreccia una storia con Dio, come avviene sempre con coloro che si amano. In questo libro non solo emerge la cultura del teologo, la chiarezza del docente, ma anche la sua intensa, spesso non appariscente, esperienza pastorale che lo porta ad avvicinare giovani, adulti, anziani e famiglie. Nello scorrere delle pagine traspare come la sua teologia non è scienza arida o accademica, ma emana da una fede serena e profonda e viene presentata in questa ricerca con un approccio rinnovato: oggi vale di più pregare il Dio che ci ama piuttosto che parlare della Sua esistenza. In un tempo come il nostro dove la dimensione della memoria svanisce spesso a beneficio dell’immagine e la parola si trasforma sovente in rumore assordante, trovare ogni giorno uno spazio per un personale e fecondo incontro con Dio è il “filo d’oro” che guida la lettura di questo studio. In questo anno dedicato alla riscoperta della fede, Dio ci appare sempre meno nello scompiglio e nel chiasso. È il silenzio il “luogo” privilegiato dove Egli ci parla e ci ascolta e l’uomo vede se stesso. La preghiera è sempre un itinerario spirituale fatto a tappe «da rispettare, percorrere, superando alti e bassi spirituali». Diverse sono le forme del pregare collegate anche ad atteggiamenti del corpo che «nel riposo e nel rispetto» accompagnano lo spirito orante. L’autore ripercorre la storia della preghiera presente nelle varie espressioni dei tempi antichi, poi quelle del popolo ebraico e infine mette al centro l’insegnamento di Gesù Cristo e la Sua esperienza. Analizzando la dimensione integrale della persona, ama ricordarci come oggi la preghiera venga considerata anche come terapia che risana ed ha «una importanza sempre maggiore anche nelle persone emotivamente già stabili che desiderano condurre un’esistenza più viva e concreta».

la preghiera

Un capitolo viene dedicato alla riproposizione del metodo degli esercizi spirituali indicato da sant’Ignazio di Lojola che offre non solo «una occasione di operare una scelta di stato di vita, ma un piano per realizzare una riforma di vita». Una seconda parte del libro presenta dei testimoni della preghiera, non solo attraverso le opere dei grandi maestri spirituali del passato: Giovanni della Croce, Teresa d’Avila, Francesco di Sales, ma anche attraverso figure del nostro tempo: il sacrificio di Edith Stein che consuma la sua vita in un campo di sterminio; la vita gioiosa ed autentica del giovane Pier Giorgio Frassati; l’esemplarità di mamma Gianna Beretta Molla; il cammino spirituale di don Giovanni Barra, un prete innamorato di Dio. Il vescovo, nella prefazione, scrive: «queste pagine ci fanno scoprire la gioia della preghiera e a custodirla nel momento in cui si fa più faticoso». Lo stesso frontespizio di copertina è un invito alla lettura: la preghiera è una porta aperta alla gioia, un salire passo dopo passo verso Dio, in intravvedere orizzonti di Luce».

Aurelio Bernardi

José Omar Larios Valencia, Preghiera porta della gioia, Effatà Editrice, Cantalupa 2013.