Commento alle letture della III Domenica di Pasqua B a cura di Carmela Pietrarossa – 19 aprile 2015

 

In ascolto della Parola, Verità sul nostro cammino 

       

In quei giorni, Pietro disse al popolo: “Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato

(I lettura At 3,13).

 

Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto” (II lettura, 1Gv 2,4).

 

“Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho» (Lc 24, 36-39).

 

La Parola ci traccia la Via

“Pace”, è questo l’incipit di ogni discorso di Gesù dopo la Risurrezione: termine solo apparentemente di semplice comprensione, ma che rimanda alla fatica di consolidare equilibri instabili dal baricentro sempre in bilico. Eppure Gesù ripropone la pace, come distintivo di chi vuole appartenergli; sa che non si può esistere dignitosamente senza pace, che essa è l’anelito più profondo iscritto nell’animo umano per vivere in armonia con se stessi e con gli altri.

I suoi credono di vedere un fantasma; il Signore, infatti, pur essendo lo stesso, è in una dimensione diversa da quella umana, e solo con gli occhi della fede lo si può riconoscere.

E’ un invito, quindi, a frequentare la scuola della Risurrezione per imparare a credere anche quando la ragione sembra annientare la speranza, ad andare a ripetizione dal Risorto per riconoscere l’incarnazione della Vita. Solo Gesù Maestro ci insegnerà a guardare con gli occhi dello Spirito le persone, le attività, le diverse situazioni che ci vedono coinvolti, per cogliervi non fantasmi, ma la Grazia che passa e feconda. L’opera di Dio, infatti, si serve di tutti e di tutto per realizzarsi, ma solo chi ha fede può vederla compiersi. Senza fede Gesù diventa un fantasma nelle nostre vite; è presente, ma solo ad intermittenza, avvezzi come siamo a prolungare il black out del venerdì santo a scapito del fulgore della Pasqua. Avvertire la fatica di credere in alcune circostanze può essere normale, non lo è, invece, abituarsi alla pigrizia, alla mediocrità ed alla superficialità soffocando lo Spirito che grida “Padre” dentro di noi. La Risurrezione di Cristo segna, dunque, l’inizio di questa nuova presenza di Dio tra gli uomini, che non avrà mai fine.

“Toccatemi e guardate”: Gesù si fa toccare, mangia con i suoi, continua a fare comunione con loro, a condividere la loro esperienza esistenziale ed affida loro la missione di essergli testimoni.

Anche a noi oggi il Signore chiede di “toccarlo”, cioè di prenderci cura dei poveri, disabili, senza fissa dimora, anziani soli per annunciare con la vita che la tristezza e la morte non hanno l’ultima parola in chi si fa guardare dall’Amore misericordioso, vincendo i “dubbi” del proprio cuore.

 

La Parola diventa Vita, nell’oggi del tempo

Signore, quando tutte le circostanze intorno a noi sono concordi nel dare di te la definizione di “fantasma”, illumina gli occhi della nostra mente, muovi i passi della nostra volontà, riscalda il nostro cuore per riconoscerti ancora una volta viandante insieme ai viandanti, sofferente con chi soffre, risorto in chi ti vede pur senza vederti.

 Buona Domenica!

Gesù risorto