Commento al Vangelo della II Domenica d’Avvento  (C)
a cura di Luca Rubin

 

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. (Lc 3,1-6)

Se guardi indietro negli anni scoprirai il ruolo importante che una o più persone hanno avuto nella tua vita. Un incontro, un consiglio hanno migliorato la tua situazione. Eri forse in un periodo difficile, oppure avevi appena concluso una fase della tua vita e ne stavi iniziando un’altra. Quella persona è stata la chiave che ti ha permesso un miglioramento.

Mancano pochi giorni a Natale, e anche Gesù ha avuto qualcuno che lo ha preceduto, Giovanni Battista. Lui prepara la strada, cioè facilita i passi di Gesù, annuncia che Lui sta arrivando, richiama alla conversione (niente di complicato: semplicemente tornare al centro di noi stessi, per amare Dio e il prossimo).

Giovanni grida, perché sa quanto si è distratti e come il turbinio dei nostri giornate ci porta lontano da noi stessi. Quando ti senti vuoto, quando percepisci che la tua vita non ha senso, quando compi ogni azione come un automa, quando il più piccolo gesto d’affetto ti sembra faticoso, ecco, è il momento in cui hai bisogno di uno scossone, e Giovanni ti dice: ma che cavolo stai facendo? Torna dentro di te, torna alle tue radici, sfoltisci le fronde inutili! Questa è l’opera di Giovanni, che prepara la strada al Signore.

La conclusione di questo brano ha il fragore di un tuono: “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!” Non qualcuno, non i più bravi, i più meritevoli… no no, ogni uomo e ogni donna avrà la gioia di vedere la salvezza di Dio.

– Ehm… cosa sarebbe la salvezza di Dio?
– Guarda, ne hanno riempito libri e volumi, ma in breve la salvezza è la gioia che tu fai provare a Dio quando sei felice, quando sai amare, quando sai fare della tua vita un dono: quella è la salvezza di Dio per te!

Ogni uomo, ogni donna vedrà la salvezza di Dio: buona domenica!