Torino. Parole di stima per il pontefice da parte dei due arcivescovi

“Sono rimasto sconcertato e ammirato. Solo un santo come lui poteva arrivare a compiere un tale gesto”. È ciò che ha provato il cardinal Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino dopo aver appreso della decisione del papa. Ammirazione che si è manifestata con un telegramma inviato a Benedetto XVI in cui ha inoltre evidenziato che la sua stima verso di lui, che era già grande, dopo questo gesto è cresciuta ancora di più. “Un uomo come lui – evidenzia il Cardinale – con la cultura teologica, con la fede con la capacità che ancora aveva di comunicare e di fare arriva a riconoscere che il calare delle forze richiede energie diverse per guidare la Chiesa dimostra una fede in Gesù Cristo e un amore alla Chiesa che solo la santità e l’umiltà che lo contraddistinguono potevano portarlo al gesto, dopo quasi settecento anni che non era più accaduto, di rinunciare al papato prima della morte”. Il cardinale Poletto, se il conclave sarà convocato prima del 18 marzo (giorno in cui compirà 80 anni), non solo parteciperà ai lavori preparatori ma avrà anche diritto di voto per l’elezione del nuovo papa. “Mi auguro – conclude – di poter ringraziare di persona Benedetto XVI in questo mese che è ancora in carica”. Un messaggio è stato preparato anche dall’arcivescovo Cesare Nosiglia, che ha scritto:

Poche volte, nella sua storia, la Chiesa è stata chiamata a vivere momenti come questo. Il Papa, nel pieno delle sue facoltà personali e dei suoi poteri, annuncia le dimissioni, creando una situazione assolutamente inedita. Al di là delle tante informazioni e discussioni io credo, carissimi, che è prima di tutto nella preghiera che dobbiamo accogliere questa notizia. Preghiera per la persona del papa innanzitutto. Quali che siano le ragioni che hanno accompagnato Benedetto XVI a una decisione di tale portata noi vogliamo essere vicini a lui, nell’intimità di Dio, a chiedere conforto, speranza, consolazione: per lui e anche per noi, che ci ritroviamo, davvero, “orfani” di un pastore che è per noi padre amorevole e amabilissimo. Oggi noi ci ritroviamo nello sconcerto e nella tristezza, ma il Signore ci aiuterà a comprendere meglio la grandezza del gesto che il papa ha compiuto: la sua disponibilità senza limite a fare la volontà di Dio. Ringraziamo, dunque, Benedetto XVI perché con questa decisione coraggiosa ci dice, in modo luminoso, tutta l’umiltà e tutto l’amore per la Chiesa che egli ha vissuto, nella sua vita di prete, professore, vescovo, cardinale, papa.

AGD