Quaresima 2014

Ricordo, quand’ero bambino, che nella giornata del Sabato Santo le famiglie facevano grandi pulizie per rendere bella la casa per la festa di Pasqua. Tutto veniva messo sossopra perché il profumo del pulito fosse segno che “fare Pasqua” significa vita nuova, gioia di vivere, rinnovamento profondo. La pulizia era in relazione con la Pasqua.
Parto da questo segmento di vita di altri tempi, per richiamare che la Quaresima è un cammino penitenziale che deve concludersi con il sacramento del Perdono, che possiamo paragonare al “bucato” straordinario delle nostre anime. Il salmo 51 ci ricorda questa esigenza con le parole: «Signore, lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro… Lavami e sarò più bianco della neve».
Voglio invitarvi a riscoprire l’importanza e la bellezza di questo sacramento. Gesù apparendo agli apostoli nel cenacolo, alla sera di Pasqua, dice loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20, 23). Donandoci il suo perdono, il Signore ci abbraccia e ci fa sentire anche sensibilmente quanto a Lui sta a cuore la nostra vita. Giustamente viene anche chiamato «sacramento di guarigione». Il perdono è sempre medicina che risana.
È importante riscoprire la fecondità di questo sacramento. Insisto perché lo si celebri con frequenza, non solo una volta all’anno. Così la nostra coscienza si fa più delicata e comprende qual è la gravità del peccato, soprattutto sperimenta quanto è grande la misericordia di Dio. Stupisce sentire, tante volte, delle persone ripetere: «Non ho fatto nessun peccato». In questo caso ci troviamo di fronte o a grande superficialità oppure all’offuscamento totale della propria coscienza. Desidero anche invitare tutti i sacerdoti a dedicare del tempo per la celebrazione di questo sacramento. Nella predicazione bisogna riproporne l’importanza e poi offrire ai fedeli la facilità di trovare un confessore. In città abbiamo due punti dove dei sacerdoti sono presenti a tutte le ore: la Cattedrale e la chiesa dei padri oblati. Sono una vera provvidenza. Ma anche nelle zone pastorali della diocesi occorre ripensare al modo di rendere più facile per tutti l’accesso alla Confessione.
Ricordo le parole di Papa Francesco: «Non abbiate paura della Confessione! L’incontro con Gesù che dona il suo perdono ci rende liberi e felici».

 

+ Pier Giorgio Debernardi

Vescovo di Pinerolo

Confessioni alla GMG