22 settembre 2013

Bosnia Erzegovina. Terra brulla, rossa, piena di pietre taglienti. Come a Fatima. Come in Terra Santa. Un pullman da Luserna San Giovanni è partito per Medjugorie nel mese di agosto scorso. Sul bus i fedeli di alcune comunità di Revello, Pinerolo e Luserna, tra i quali un nutrito gruppo di giovani. Diciotto ore di viaggio. E al confine bosniaco l’immancabile “pizzo” dovuto ai doganieri alla frontiera. Qui a Medjugorie appare la Madonna. Non è questa però la straordinarietà. La sensazione giunti in paese è quella di dei pastori di Betlemme la notte di Natale: aspettavano il Messia e all’annuncio dell’Angelo si sono riempiti di gioia. Fino a che l’angelo ha detto: «Questo per voi il segno: un bambino che dorme in una mangiatoia». Un bambino? Che delusione! Ci si aspettava un guerriero potente. E invece… Così anche Medjugorie. Colpa forse di una cattiva divulgazione mediatica. Ci si aspettano cose straordinarie (apparizioni, segni mistici, ecc…) e invece… Sì, a lato ci sono anche queste cose ma al centro una parrocchia ordinaria che fa cose ordinarie: l’Eucaristia cuore di tutto, l’adorazione, il rosario, la via crucis e soprattutto la Confessione e gli altri sacramenti. Poi le testimonianze e le opere di carità che fioriscono. La presenza particolare di Maria. Insomma una parrocchia come tante altre. Come le molte che popolano il nostro territorio. La particolarità di questa parrocchia è che… funziona! Forse grazie alla presenza materna di Maria. Ma è proprio questo il miracolo e il fascino che questo lembo di terra produce: I pellegrini vengono qui a vedere “come si fa”, per poi tornare a casa e portare un po’ di quel miracolo nella propria comunità. E cambiano vita. Si confessano e si comunicano. La preghiera diventa il centro della propria vita. La preghiera per costruire il cuore e rendere libero lo spirito e costruire una società di Pace e di Amore. Ecco dunque la stessa delusione dei pastori che poi però hanno contemplato quel Bambino scoprendo che proprio lì si nasconde la grandezza di Dio. In un piccolo bambino, in una banale parrocchia. In entrambi i casi la presenza amorevole della Madre. L’augurio è che molti altri ancora possano restare così “delusi” da Medjugorie.

Ives Coassolo

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