Quando un raggio di luce incontra un vetro pulito e trasparente, non può che attraversarlo e riscaldarlo. Quando una finestra si lascia trapassare dal sole, non può che trasmettere luce e calore all’abitazione. In quest’ottica si può leggere e vivere la festa di oggi: Maria è quel vetro pulito, quella finestra illuminata dall’amore di Dio. Lei sa donare a Dio se stessa e sa donare a noi Dio: le sue mani si riempiono e si svuotano continuamente, proprio come le mani di una mamma, che nell’arco della giornata sempre fanno qualcosa: accolgono, proteggono, preparano, insegnano, rimproverano, correggono, lavorano, amano.

Maria è Serva e Madre. Serva del Signore, si fa in mille pezzetti pur rimanendo integra nella sua unicità di Donna graziata dall’Altissimo. Il suo servizio non la disperde, ma la rende sempre più risoluta nell’accorrere là dove l’amore di Dio la vuole e la chiama. Madre, è quella presenza insostituibile che dona al Figlio non solo cose, ma tutta la sua essenza, tutto il suo cuore viene reso dono per il Figlio, e per quanti in quel Figlio non solo credono, ma vivono e amano.

Maria Immacolata non ha vissuto in un’astronave rosa, in modo disincarnato. Lei più che mai ha vissuto tutto il Mistero del Verbo che si fa carne, Lei si è domandata il come, Lei ha detto di sì a Dio, che avvenisse volentieri ciò che Lui ha stabilito, Lei c’è tutta, in questa avventura che è iniziata nel giorno del suo concepimento e che non finirà, mai più. Lei rimane la Sorella della nostra fede, la Madre della nostra preghiera, la custode dei nostri travagli interiori, la dissipatrice dei nostri nodi, Lei rimane la Mamma che asciuga le nostre lacrime e lava le nostre manine sporche, Lei ci insegna a nutrirci di Gesù, Pane di Vita, Lei prega in noi la Trinità, e accorda il nostro cuore con il cuore stesso del Padre, Lei intercede per noi, e ci conduce sulle mille strade che la giornata ci propone o ci impone. Lei è presente.

La festa dell’Immacolata Concezione, tecnicamente ci ricorda che Maria è stata concepita senza peccato originale, ma questo non è che il timido inizio di un mistero che coinvolge l’universo e i secoli, facendo confluire tutto nell’eternità. Questo inizio è l’icona di Maria che come Mamma ci prende per mano, e ci conduce passo passo. Non ha fretta, non è ansiosa: Lei sa fidarsi di Dio, e ce lo insegna. Questa festa ci condurrà verso Betlemme, là dove il figlio del falegname nascerà, di notte, sconosciuto da tutti, cuore pulsante del mondo, per condurlo alle fonti stesse dell’amore.

Buona festa!

Luca Rubin